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RISPARMIO ENERGETICO

Certificati verdi, l’Iva segue la nazionalità delle imprese

di Paola Mammarella
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Applicabili solo nel territorio nazionale e sempre soggetti a imposta al contrario di quelli per produrre CO2

Vedi Aggiornamento del 03/06/2010
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25/03/2009 – Certificati verdi e certificati per la produzione di anidride carbonica possono essere sottoposti a Iva in base al criterio di territorialità. I certificati verdi si impiegano esclusivamente nel mercato nazionale e sono sempre tassati, per quelli che danno diritto all’emissione di CO2 bisogna verificare dove avviene l’utilizzo. È la posizione dell’ Agenzia delle Entrate , che con la Risoluzione 71/E ha fornito chiarimenti su un settore sottoposto a normative particolari sia a livello europeo, con la Direttiva 2003/87/CE, che nazionale, con il Decreto Bersani .
 
I gestori di impianti che producono monossido di carbonio devono bilanciare l’inquinamento con un numero di certificati corrispondente alle emissioni rilasciate durante l’anno. La società acquisterà quindi certificati sul mercato italiano ed estero, rivendendoli a imprese nazionali e internazionali.
 
Dovrà acquistare anche certificati verdi grazie ai quali i produttori e importatori di energia elettrica da fonti non rinnovabili possono adempiere all’obbligo di immettere nel sistema elettrico nazionale una pari quantità di energia prodotta da fonti alternative e rinnovabili.
 
I certificati verdi sono utilizzabili solo all’interno del territorio nazionale. L’Agenzia delle Entrate ha quindi chiarito che le operazioni di acquisto e vendita di entrambi i tipi di certificati sono qualificabili come cessioni di diritti immateriali e, quindi, vanno considerate prestazioni di servizi.
 
Queste prestazioni se rese nei confronti di soggetti esterni all’Unione Europea si considerano effettuate in Italia, scontando l’Iva, solo se l’utilizzo avviene nel territorio dello Stato, come previsto dal Dpr 633/1972 .
 
L’Agenzia precisa inoltre che per i certificati di CO2, cedibili in tutto il territorio dell’unione europea, è impossibile risalire a tutti gli operatori a cui saranno venduti e ai territori in cui saranno utilizzati. Per i certificati verdi non si pone invece lo stesso problema, dal momento che non possono essere impiegati al di fuori dei confini nazionali.
 
Le due tipologie avranno quindi un trattamento diverso. I certificati verdi non comporteranno nessun obbligo circa il luogo del loro utilizzo. Saranno sempre sottoposti a Iva e usati in Italia anche se acquistati da un operatore straniero. Al contrario ai certificati per la CO2 non sarà applicata l’Iva se l’utilizzo avviene in un altro Paese. In Italia saranno invece soggetti a imposta.
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