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A Roche e Parreno il Premio PAALMA 2009
RISULTATI

A Roche e Parreno il Premio PAALMA 2009

di Rossella Calabrese

La forza motrice animale alimenta energeticamente lo spazio

25/03/2009 – Si è concluso con la vittoria del duo composto dall’architetto François Roche (Atelier R&Sie(n)) e dall’artista  Philippe Parreno , autori del progetto T he Game (Hybrid Muscle + Boy from Mars), la seconda edizione del Premio PAALMA Artista + Architetto .
 
La competizione a cadenza annuale, promossa dal Parco d’Arte Ambientale La Marrana, intende premiare opere realizzate, nate dal lavoro sinergico di artisti ed architetti, individuati come figure detentrici di saperi e valori differenti, in grado di migliorare la qualità dei luoghi in cui viviamo. A curare l’evento, Giacinto Di Pietrantonio, direttore della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e Docente all’Accademia di Brera.
 
Sei in tutto gli interventi in gara, individuati da advisor internazionali quali Stefano Casciani, Jes Fernie, Beppe Finessi e Hans Ulrich Obrist. Ne riportiamo i nomi e gli autori:
 
- Deep Fountain , Cristina Iglesias - Robbrecht and Daem, Leopold Waelplaats, Anversa (1997- 2006);
 
- Biblioteca di Folkestone , David Adjaye - Chris Ofili, Folkestone (1999-2002);
 
- Hybrid Muscle , François Roche – Philippe Parreno, Chan Mai Thailandia (2003);
 
- Laban Contemporary Dance CenterHerzog & de Meuron - Michael Craig-Martin, Londra (2000-2003);
 
-  Bejing National StadiumHerzog & de Meuron, Ai Weiwei, Pechino (2003-2008);
 
-  Stephen Lawrence Center , David Adjaye - Chris Ofili, Londra ( 2008).
 
L’opera vincitrice, un “generatore e contenitore di elettricità”, perfettamente sostenibile poiché si avvale esclusivamente della forza animale per produrre energia, è stata progettata e realizzata tra il 2001 e il 2003 al fine di servire un villaggio chiamato “The Land”.
 
Il nuovo insediamento, costruito a Chan Mai (Thailandia del nord) è frutto del lavoro di un gruppo di artisti, architetti, ricercatori e studenti invitati dall’artista Rirkrit Tiravanija e dall'università locale a progettare “un luogo in cui vivere e creare”. François Roche e Philippe Parreno hanno preso parte all’iniziativa disegnando uno spazio comune, in grado di fungere anche da contenitore espositivo. Scopo del generatore Hybrid Muscle è consentire l’approvvigionamento elettrico del sito, al fine di rendere possibili attività di lavoro o ricreative.
 
“Dal punto di vista estetico Hybrid Muscle si caratterizza come una strana piattaforma di cemento, coperta di fogli di plastica inerte e collocata al centro di un grande campo di riso. Questa strana struttura immagazzina elettricità attraverso la forza muscolare di un bufalo albino. Il bufalo, legato a dei cavi, pascolando libero nel campo per ore solleva un contrappeso di due tonnellate che con un processo del tutto identico a quello della dinamo tra-sforma forza motrice in elettricità utile a poter alimentare una decina di lampadina, alcuni computer portatili e dei telefoni cellulari”, spiegano gli organizzatori del premio.
 
Due le “vite” dell’opera. Il progetto, i cui lavori di realizzazione hanno richiesto una somma complessiva pari a 65mila dollari, ha infatti costituito tra il 2003 e il 2005 il set scenografico del film “Boy from Mars”, girato dall’artista Parreno. Una volta terminate le riprese, la struttura è stata impiegata come centro culturale permanente dedicato alla vita della comunità.
 
Nelle motivazioni ufficiali fornite dalla giuria, composta da Gabriele Basilico, Francesco Bonami, Alessandro Mendini, Giacinto Di Pietrantonio e Grazia Marino Bolongaro (in rappresentanza de “La Marrana Arteambientale”), si legge: ”Sembra una “macchina celibe” questo misterioso padiglione, ma in realtà è un meccanismo tecnico, si tratta di una dinamo molto arcaica. L'aspetto è quello di una zattera, oppure di un veliero affondato, oppure di una macchina di Leonardo. Forse è anche un Museo di Antropologia. Protagonista è la forza di un bufalo. Il movimento di un animale che genera elettricità per degli strumenti elettronici. Natura e cultura fanno con l’arte e l’architettura. Per la concezione critica, narrativa, artistica e architettonica totale. Per l'invenzione progettuale e performativa che intreccia situazioni di spazio, di tempo, di scienza, di ecologia e di estetica. Il padiglione ottenuto è la rappresentazione estrema di un sistema d’intenzioni, di relazioni e di utopie qui parzialmente fissate, ma in continua mutazione. Dove diviene protagonista dell'immagine l’artisticità comportamentale dei frequentatori del padiglione”.
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