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AKA per il Centro Televisivo di Reggio Calabria
RISULTATI

AKA per il Centro Televisivo di Reggio Calabria

di Rossella Calabrese

Tecnologia, ambiente e immagine per l’<i>origami digitale</i>

13/03/2009 – Sarà il team dello studio romano AKA, composto dagli architetti Federica Caccavale, Alessandro Casadei, Paolo Pineschi e Nadav Engel, a progettare il Centro televisivo sperimentale e didattico-culturale nell’area dell’ex Italcitrus di Reggio Calabria, ampia 10.200 metri quadri.
 
Il team è stato proclamato vincitore del concorso di progettazione, lanciato nel 2008 dal Comune di Reggio Calabria, cha ha visto salire rispettivamente su secondo e terzo scalino del podio ATT Architetti (Reggio Calabria) e Alter Studio (Milano).
 
Nella proposta firmata AKA, il complesso, i cui costi di realizzazione si aggirano attorno ai 6.650 milioni d euro, è stato concepito alla maniera di un grande origami dove quattro delle architetture industriali preesistenti vengono conservate e raccordate armonicamente a un nuovo volume centrale. Un enorme parco attrezzato cinge senza soluzione di continuità la nuova struttura, al cui cuore sorge una nuova grande piazza/arena centrale. L’intera area del Centro è percorribile attraverso itinerari posti su quote differenti e destinati a tipologie differenti di fruitori del Ce.Te.S.  (staff, studenti, visitatori, etc…).
 
Il nuovo edificio, di forma semi circolare, si affaccia sulla piazza pubblica centrale, ospitando attività collettive e direzionali su due livelli. Direttamente a contatto con la piazza pubblica e con l’ingresso al centro, sorge un ex edificio industriale recuperato, dove sono collocate biblioteca, mediateca, videoteca ed emeroteca. Altri due ex capannoni, rigenerati con nuovi sistemi di copertura, partizioni interne ed impianti tecnologici, accolgono rispettivamente studi televisivi e sale regia, e aree di lavoro e di supporto alle produzioni, quali laboratori di falegnameria, di scenografia e di sartoria, camerini e sale trucco, collegate agli studi tv. Un quarto padiglione ristrutturato ospita invece laboratori specialistici di post - produzione e le aule vere e proprie. Un ponte collega gli edifici industriali rigenerati al volume di nuova costruzione.
 
Una pelle bioclimatica reticolare in metallo si distende sull’intero sito, mettendolo al riparo dalle intemperie e dalla calura estiva, favorendo l’ombreggiamento dell’area. In alcuni tratti l’involucro metallico aderisce all’edificio, formando un tutt’uno con la facciata, in altri se ne separa, producendo spazi intermedi ed abitabili.
 
La variegata modellazione della maglia metallica, assieme a quella del suolo su cui essa sorge, genera una suggestiva geometria assai simile a quella di un origami, e dà vita a un imponente landmark collocato a circa sette chilometri dallo stretto che divide la Calabria dalla Sicilia.
 
Aggiunge ulteriore appeal alla struttura reticolare l’inserimento di un grande leadwall, che trasforma la pelle esterna dell’edificio in uno schermo (visibile a una certa distanza ed attivo anche nelle ore notturne) sui cui proiettare giochi di luci, performances digitali, allestimenti e installazioni multimediali, o riprodurre gli eventi in corso all’interno della struttura. “L’edificio rappresenterà un forte segnale urbano e nel paesaggio. Non solo l’antenna e il nuovo edificio ma anche il terreno e l’intero complesso sono pensati come una scultura, un’opera di land art”, spiegano i progettisti del team.
 
“Tecnologia, Ambiente, Immagine” è il trinomio di riferimento nel progetto, caratterizzato infatti dall’individuazioni di diverse soluzioni sostenibili, di tipo attivo e passivo per il complesso. Tra di esse, l’impianto di riscaldamento di tipo radiante a pavimento, l’inserimento di pannelli fotovoltaici sulla copertura dell’edificio e l’impiego di superfici vetrate radianti capaci di riscaldare grossi volumi d’aria. In estate, il sistema costruttivo della pelle bio-climatica di rivestimento degli edifici consente il ricircolo naturale dell’aria attraverso vani e canalizzazioni situati sulle superfici esterne delle coperture, oltre che il recupero delle masse di aria fredda provenienti dai piani interrati. La presenza di tetti verdi favorisce l’isolamento termico e l’ombreggiamento dei volumi, convogliando e conservando quantità d’acqua impiegabili a fini domestici, irrigui e per l’umidificazione dell’aria attraverso processi di vaporizzazione ed evaporazione.
 
Nelle motivazioni ufficiali fornite dalla giuria in merito all’individuazione del progetto vincitore si legge: “La proposta progettuale offre il più elegante ed originale equilibrio tra esistente e nuovo attraverso un linguaggio architettonico unitario e di impatto comunicativo. Affronta in maniera completa il tema di concorso, rispondendo a tutte le nuove esigenze, coniugando architettura, funzioni e sostenibilità. Il progetto è caratterizzato da una pellicola reticolare unificante, elegante e trasparente, che ricopre e salvaguarda i capannoni e la palazzina esistenti ma genera anche nuovi corpi edilizi in cui si integra l’elemento (Landmark) antenna; esso conferisce all’intervento un suggestivo impatto scenico epressione della nuova funzione del Centro, mediante effetti di mutazione cromatica della “pelle” ispirata ai colori dei luoghi (dagli agrumi al mare). Inoltre, tutta l’infrastruttura di “copertura” ha un’importante funzione di regolazione microclimatica e di cogenerazione attiva di energia. Da evidenziare ancora la buona organizzazione degli spazi, con particolareattenzione a quelli esterni a carattere collettivo che rivelano nuovi luoghi convincenti ed originali”.
© Riproduzione riservata

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