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ARCHITETTURA

Al Fuori Salone in mostra la micro-città firmata Matteo Thun

di Roberta Dragone

Tortona 37: un oggetto urbano ecosostenibile

30/04/2009 –  Una nuova “micro-città” nella città prende forma a Milano in via Tortona , una delle aree urbane protagoniste della settimana milanese del design, che ogni anno si trasforma in teatro di rappresentazione delle espressioni della creatività mondiale più all’avanguardia. E proprio nei giorni dell’edizione 2009 del Fuori Salone appena conclusa, la futura “micro-città” milanese ha accolto i visitatori all’interno del suo cantiere, giunto oramai alla fase conclusiva. Si tratta di 37 Tortona , un progetto di recupero urbano firmato dallo studio Matteo Thun & Partners .
 
Il progetto si inserisce in un processo di trasformazione, avviato già dagli anni novanta dall’imprenditore Alessandro Cajrati Crivelli, che conferma le potenzialità di recupero e reinterpretaizone degli interessanti scorci urbani di via Tortona.
L’intervento bonifica un’area un’area ex - industriale di 25mila mq restituendola alla città. Peculiarità del progetto di Matteo Thun è la capacità di integrare soluzioni progettuali ecosostenibili.
 
Tortona 37 è un complesso architettonico mixed-use, composto da cinque edifici disposti a corte su un ampio giardino dal cuore alberato. Ogni edificio, a pianta rettangolare, si sviluppa su 6 livelli permettendo la doppia esposizione a tutte le sue unità immobiliari.
Queste sono costituite da unità volumetriche a doppia altezza (7 metri) che generano open space con mezzanino interno dalla grande versatilità funzionale. All’interno trovano spaizo showroom, laboratori, studi professionali, negozi, uffici; una flessibilità degli spazi interni che diventa anche sostenibilità d’uso nel tempo.
In facciata un reticolo bianco aggettante, intervallato da grandi bow-window rivestiti da brise-soleil di legno, incornicia le ampie vetrate dell’intero complesso e collega tra loro i vari edifici che, in copertura, culminano con panoramici terrazze, vere piazze con vista lunga sull’orizzonte.
 
Al fine di ottenere il massimo rendimento energetico, la progettazione architettonica è stata coordinata con quella impiantistica: il recupero del terreno su cui sorge, il sistema di condizionamento dell’aria basato sullo sfruttamento geotermico, l’utilizzo di pannelli radianti, l’attento studio dell’involucro esterno.
La facciata vetrata, integrata da un sistema di tende esterne, presenta un forte fattore di riduzione dell’incidenza solare (fino al 87%) per evitare il surriscaldamento estivo degli ambienti.
Un’ulteriore schermatura è data dai brisesoleil in legno, materiale a basso impatto ambientale usato “in purezza”, nei serramenti e nei grandi bow-window aggettanti, per una naturale evoluzione della sua immagine nel tempo.
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