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RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, in arrivo deroghe alle distanze e varianti semplificate
AZIENDE

RÖFIX per il restauro del Santuario di Monte Castello

Portate alla luce antiche e nuove cromie

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16/04/2009 - I lavori di restauro al Santuario della Beata Vergine Maria Regina di Monte Castello , di proprietà della Parrocchia di “Santa Maria Assunta” a Tignale (BS), promossi e finanziati dall’Amministrazione Comunale di Tignale con il contributo della Regione Lombardia, sono stati condotti dalla ditta di restauro Marchetti & Fontanini con sede in Toscolano Maderno (BS) strutturandosi in due fasi distinte: la prima fase, nell’inverno del 2006, ha coinvolto il restauro delle gradinate di accesso al Santuario, della preziosa balaustra di fattura settecentesca, e delle bugne degli archi del porticato; la seconda fase, attuata nell’inverno dell’anno successivo, si è concentrata particolarmente sulla ristrutturazione della facciata.
 
La prima fase di intervento ha preso avvio con la numerazione e la rimozione dei trenta gradini della scalinata che si affaccia sopra il lago, sul lato destro della facciata.
Ai gradini numerati e posizionati nell’area del cantiere sono state rimosse le stuccature cementizie, è stato formato un massetto di sottofondo con rete elettrosaldata e armatura al piede di fondazione e si è proceduto all’impermeabilizzazione del massetto con speciali resine protettive. È seguita la ricollocazione dei gradini ammorsandoli nei muri perimetrali e con perni metallici sporgenti dal piano inclinato. Le antiche cromie dalle tonalità rosa e grigio e le diverse finiture dei gradini sono tornate alla luce a seguito di una pulitura generale con una idropulitrice a pressione controllata, della stesura di uno stato di rinzaffo raso pietra, con malta premiscelata composta da calce idraulica naturale, calce aerea e sabbia silicea RÖFIX 695, seguito da intonaco da finitura frattato e spazzolato RÖFIX 695, calce aerea e sabbia silicea, della intonazione cromatica e della protezione superficiale con velatura di latte di calce e pigmentato con terre naturali. Il restauro dei gradini e della pavimentazione superiore ha permesso di verificare e confermare che si tratta di elementi marmorei riutilizzati, forse di diversa provenienza. Infatti i gradini, una volta ripuliti, anche all’occhio inesperto si manifestano di una diversa colorazione dovuta appunto all’uso di marmi differenti.
Ultimata la scalinata di destra, si è intervenuti analogamente per i trentuno gradini della scalinata a monte, maggiormente degradata, soprattutto per la presenza di numerose zanche metalliche nelle pedate dei gradini stessi, di catene di contenimento e di una irregolarità del muro di sinistra.
 
A causa di continue infiltrazioni di acqua, il porticato, costituito da tre fornici di archi a tutto sesto su pilastri a sezione quadrata, presentava depositi superficiali, vegetazione, patina biologica, incrostazioni di calcite e carboniose. Con la loro rimozione si possono ammirare le bugne in pietra nelle loro cromie naturali e constatare con quale maestria furono scolpite. Sono stati rimossi anche gli intonaci cementizi che coprivano la volta del porticato e i muri della chiesa, poi sostituiti con uno strato di rinzaffo con malta premiscelata a base di calce idraulica naturale, calce aerea e sabbia silicea RÖFIX 695. Ai muri si è aggiunto uno strato di intonaco a base di calce idraulica naturale, invece alle volte un intonaco di finitura con malta tixotropica a base calce RÖFIX 441.
I lavori del 2006, sospesi per l’apertura stagionale del Santuario, sono ripresi l’inverno successivo, con l’obiettivo di recuperare gli ambienti sotto le scalinate e soprattutto di restaurare la facciata, rimasta incompiuta nel 1903. Inoltre, la seconda fase dei lavori ha comportato il recupero del manto di copertura, il restauro del paramento murario del fronte nord-ovest della chiesa e del campanile. A completamento dell’intervento, la realizzazione di un servizio igienico nel retro di sacrestia, riservato ai celebranti, il recupero del muro di contenimento del sagrato e le sistemazioni esterne attorno al Santuario.
I lavori sono partiti dal campanile attuando un intervento in copertura per l’allontanamento dell’acqua piovana. Il paramento murario del campanile e della chiesa presentava depositi superficiali di tipo vegetale. Dopo la loro rimozione meccanica e il trattamento di disinfezione della superficie si è proceduti al lavaggio generale e al successivo reintegro delle stilature di malta nelle zone mancanti. I capichiave delle catene in ferro, dopo la spazzolatura, sono state trattate con convertitore passivante e protettivo. La ditta Luigi Podavini è intervenuta per la protezione del castello di campane e dei parapetti della cella campanaria stendendo idonee vernici.
 
Il palinsesto della parete nord-ovest della chiesa è stato trattato con le stesse metodologie del campanile: è tuttavia da evidenziare la necessità di rimodellare l’intonaco delle strombature della finestra a ogiva della chiesa superiore e l’intonazione a velatura degli intonaci della parte inferiore della chiesa. Per questo intervento murario è stato formato uno strato di rinzaffo raso pietra con malta composta da calce idraulica naturale RÖFIX NHL5 – EN 459-1.
Il restauro della facciata del Santuario, il primo colpo d’occhio per il pellegrino che sale le lunghe scalinate, è stato compiuto con l’obiettivo di creare una veste omogenea con gli elementi in pietra, senza però ricercare un completamento che sarebbe risultato anacronistico. Si sono rese necessarie opere di stuccatura e sigillatura per proteggere dalle infiltrazioni e dall’acqua piovana. La superficie degli intonaci è stata integrata con un velo sottile di nuovo intonaco di finitura, imitativo della superficie originale, composto da calce idraulica naturale RÖFIX NHL5. Gli archi e le mondanature, finiti con un intonaco di finitura differente, esaltano sulla facciata nella diversificazione dei colori. Una particolare cura è stata riservata agli elementi in pietra: portali, finestre quadrate sopra le porte laterali, colonnine a tutto tondo, basi semplici e basi scolpite.
 
La restauratrice Luana Pasini si è prodigata affinché i pochi elementi che impreziosiscono la facciata risaltassero sulla superficie dell’intonaco in modo armonico con l’insieme. Alla perizia della stessa restauratrice si devono le finiture cromatiche di tutti gli intonaci date a velatura di calce e la realizzazione delle finte bugne che compongono gli archi del porticato.
Ulteriori lavori hanno portato al completamento di opere già avviate in precedenza. In particolare, il porticato è stato ultimato con gli intonaci alle pareti e una pavimentazione in pietra Botticino Classico a dama e con fasce perimetrali delimitanti le tre campate. Sotto le scalinate si sono ricavati quattro locali accessori dei quali si sono stonacati i muri e lasciati a pietra a vista.
 
Esternamente il sagrato del Santuario è circondato da murature in pietra a vista: il muro che costeggia la strada alta è stato sottoposto all’eliminazione della malta di allettamento ammalorata, al lavaggio con idropulitrice, alla stuccatura delle connessure con malta idraulica e inerti e alla spazzolatura finale.
Grazie all’ammirevole risultato ottenuto con il recente restauro, Monte Castello risplende con la stessa luminosità che, dice la leggenda, un giorno fece brillare la montagna e diede luogo alla fondazione del il Santuario Beata Vergine Maria Regina di Monte Castello.

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