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Una mostra omaggia Raili e Reima Pietilä
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Una mostra omaggia Raili e Reima Pietilä

di Rossella Calabrese
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Protagonista l'architettura espressionista della coppia finlandese

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27/04/2009 - L' Utzon Center di Aalborg (Danimarca) ospita in questi giorni la mostra itinerante intitolata “Raili and Reima Pietilä”.

L’esposizione è interamente dedicata al lavoro dei coniugi - architetti finlandesi Pietilä, il cui lavoro ha allargato i confini della progettazione del ventesimo secolo. Protagonisti della rassegna sono i documenti gli schizzi autografi e gli scatti fotografici raccolti nel vastissimo archivio (contenente circa 30.000 disegni ed altri materiali) donato da Raili Pietilä e sua figlia Annukka Pietilä al museo di Architettura Finlandese di Helsinki nel 2002.

Principiata negli anni ‘60 del Novecento, la lunga carriera dei coniugi Pietilä è stata caratterizzata da un approccio poetico ed espressionista alla progettazione. In perfetta controtendenza con l’allora dominante pensiero razionalista, il duo trasse ispirazione dalla morfologia dell’organico, interpretando l’architettura come esperienza sensoriale e fenomenologica.

Sempre attenti alla relazione tra costruito e paesaggio i Pietilä concepirono un’architettura “altra”, la cui cifra innovativa, a tratti onirica, finì presto col divenire punto di riferimento per la progettazione internazionale.

Reima Pietilä, (1923 – 1993) fu un raffinato teorico dell’architettura. La sua attività speculativa, intrapresa a partire dagli anni Cinquanta sulle pagine della storica rivista “Le Carrè Bleu” (dove strinse amicizia con personalità del calibro di Aulis Blomstedt - ovverosia l’anti Alvar Aalto), contribuì al dibattito internazionale sul destino del modernismo. Qualche anno più tardi, nel 1966, i Pietilä, vicini alle tendenze dell’Informal Art, firmarono il Centro studentesco Dipoli ad Otaniemi (Finlandia), una non-architettura mimetica, perfettamente fusa all’ambiente naturale, collocata in prossimità del Politecnico realizzato da Aalto. Il contrasto tra le due architetture appare tutt’oggi assai affascinante.

Tra i progetti in mostra appaiono anche la Chiesa di Valeva a Tampere (1966), il Complesso residenziale Suvikumpu per la nuova città di Tapiola (1969), il progetto per gli edifici della Sief Palace Area, a Kuwait City (1983), l’Ambasciata di Finlandia a Nuova Delhi (1985), la Biblioteca Municipale di Tampere (1986) e la Residenza Ufficiale per il Presidente della Repubblica Finlandese in quel di Helsinki (1993).

Suggestivo il modo in cui la mostra documenta la filosofia progettuale del duo attraverso la copiosa serie di disegni esposti. Intuizioni e suggestioni precedono, scevri da ogni dettame teorico, l’analisi razionale del progetto, introdotta  in una fase successiva della creazione architettonica, con lo svisceramento di tutte le possibili alternative per una realizzazione efficace e funzionale di ogni “concept”.

I modelli esposti danno la significativa opportunità di osservare le molteplici evoluzioni di alcuni progetti, dalla proposta concorsuale all’edificio terminato. Uno fra tutti, il progetto per la residenza presidenziale Mäntyniemi (1983–93) a Helsinki, un volume in materiali naturali, mirabilmente coeso al paesaggio circostante senza "prepotenza" alcuna.

© Riproduzione riservata

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