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LAVORI PUBBLICI

Gare pubbliche, annullata la clausola di gradimento

di Paola Mammarella

Anas: subappalto vietato solo per contrastare le infiltrazioni mafiose

Vedi Aggiornamento del 04/11/2009
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15/04/2009 – Annullato con una nota dell’Anas il ricorso generalizzato alla clausola di gradimento, il cui inserimento nei bandi di gara è stato più volte criticato dall’Ance, Associazione nazionale costruttori edili. Si tratta di una clausola che vieta espressamente al concorrente aggiudicatario di affidare parte dei lavori in subappalto ad altre imprese che abbiano partecipato alla stessa gara pubblica sia in forma individuale che associata.
 
Per l’Ance la clausola di gradimento non sarebbe legittima e opportuna sul piano economico. Contrasterebbe inoltre con il principio per il quale la partecipazione di un`impresa ad una gara non può impedire l`assunzione del ruolo di subappaltatore, considerato che, da un lato, manca un`espressa previsione di legge e dall`altro lato tale circostanza non costituisce un elemento di prova sufficiente a dimostrare un rapporto di collegamento tra le due imprese.
 
Secondo l’Associazione degli edili la clausola scoraggia la partecipazione alle gare di quei soggetti che operano sul mercato prevalentemente come subappaltatori. Ne deriva un freno alla crescita della piccola imprenditoria locale, con conseguente danno per lo sviluppo economico del Paese, ma anche una limitazione del principio di massima partecipazione alle procedure di gara, con aumento di accordi collusivi, tanto più frequenti quanto minore è il numero dei partecipanti alle gare, e minor vantaggio per il pubblico erario, derivante dalla presenza di un numero di offerte molto ristretto.
 
Nonostante l’ammissibilità della clausola, confermata dall’Autorità di Vigilanza, il Presidente dell’Anas Piero Ciucci ha mostrato condivisione verso le argomentazioni addotte dall’Ance per garantire il principio comunitario di massima concorrenza.
 
Ciucci ha tuttavia specificato che l’uso delle clausole di gradimento rimarrà possibile nelle realtà territoriali ad alto tasso di criminalità dove, in virtù di protocolli di legalità stipulati con le Prefetture, si vuole combattere il problema delle infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti.
 
 
 

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