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Fotovoltaico, sui suoli si paga l’imposta di registro

di Paola Mammarella

Non diventa edificabile il fondo su cui si installano impianti solari

Vedi Aggiornamento del 01/09/2010
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30/04/2009 – Il contratto di superficie su un terreno agricolo per la realizzazione di un impianto fotovoltaico non paga l’Iva. Sarà invece assoggettato ad imposta di registro, pari al 15%, ipotecaria e catastale in misura proporzionale. Il corrispettivo percepito dal proprietario del terreno poi, rappresenta una plusvalenza imponibile, che può essere rateizzata se il fondo è stato posseduto per più di tre anni e concorre alla formazione del valore di produzione netta a fini Irap.
 
Si è pronunciata in questo senso l’ Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 112/E del 28 aprile scorso. La questione è stata posta da una società agricola proprietaria di alcuni fondi destinati, in base alla variazione del Piano Regolatore comunale, alla produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica. Dopo qualche incertezza derivata dalla presentazione di offerte da parte di società interessate, che prevedevano la costituzione del diritto di superficie per una durata compresa tra i 25 e i 30 anni, l’ipoteca sul diritto di superficie, l’obbligo di rimuovere l’impianto alla scadenza del diritto e la facoltà per il proprietario del terreno di acquisire l’impianto a tempo indeterminato, l’Agenzia ha espresso i suoi chiarimenti.
 
Per le Entrate la costituzione di un diritto di superficie non rientra nel campo di applicazione dell’ Iva . I terreni non suscettibili di utilizzazione edificatoria non sono infatti assimilabili ai beni; la loro cessione non è quindi soggetta a Iva. Solo una variazione della destinazione urbanistica del terreno può comportare l’assoggettamento all’imposta.
 
Nel caso in esame però, riferendosi al piano regolatore, il terreno può essere utilizzato sia per scopi agricoli che per la produzione di energia elettrica. In base allo strumento urbanistico il suolo non può quindi essere considerato edificabile a seguito dell’installazione degli impianti fotovoltaici.
 
Per quanto riguarda le imposte dirette , le somme ottenute grazie alla costituzione del diritto di superficie devono essere considerate plusvalenze, come quelle realizzate con le cessioni a titolo oneroso, soggette quindi ai principi sul reddito di impresa.
 
La plusvalenza non potrà essere determinata ricorrendo al costo storico del bene, dal momento che si tratta della cessione di un diritto reale di godimento e non della cessione di un bene. Rappresenta una componente positiva del reddito proveniente dalla cessione di beni strumentali. Potrà quindi essere rateizzata e concorrere alla formazione del valore di produzione a fini Irap.

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