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Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
NORMATIVA

Piano Casa, la risposta delle regioni del Nord alla bozza governativa

di Paola Mammarella

Focus sul Nord Italia: percorsi legislativi diversi in base al colore politico, superati i limiti dell’accordo

Vedi Aggiornamento del 24/07/2009
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21/04/2009 – Sono quasi pronte le norme regionali per rilancio delle costruzioni e l'housing sociale. Gli Enti Locali, che secondo la Costituzione hanno competenza esclusiva in materia di edilizia e urbanistica, stanno predisponendo testi legislativi che in qualche caso superano i limiti dell’accordo raggiunto all’inizio del mese tra Governo e Regioni. Il risultato non sarà omogeneo dal momento che, a fronte di norme già delineate, ci sono Amministrazioni che aspettano l’emanazione del decreto legge governativo. Si attende quindi l’esisto del prossimo Consiglio dei Ministri che, come promesso da Berlusconi, si svolgerà giovedì 23 aprile a L’Aquila e sarà incentrato sulla ricostruzione delle aree abruzzesi colpite dal sisma.
 
Il Piano Casa, e di conseguenza le leggi regionali, dovrebbero inglobare le misure antisismiche contenute nelle norme tecniche per le costruzioni. Di fatto si assiste a risposte differenziate da parte degli enti locali.
 
È il caso del Nord Italia, dove il Veneto ha ricoperto dal primo momento il ruolo di apripista, anticipando gli orientamenti del Governo. Dopo essere stato licenziato dalla Giunta Regionale il provvedimento è stato analizzato dalla Commissione urbanistica, estendendo i premi di cubatura ai capannoni industriali a patto che demolizioni e ricostruzioni valorizzino il risparmio energetico. Le misure antisismiche saranno inserite nelle nuove progettazioni prima del 30 giugno 2009, giorno in cui entreranno in vigore le nuove norme tecniche per le costruzioni. Ampliamenti e sopraelevazioni saranno estesi anche a condomini e centri storici, mentre il bonus per la demolizione e ricostruzione supererà i limiti dell’accordo Stato – Regioni, salendo probabilmente dal 35% al 50%. La possibilità di effettuare simili interventi si esaurirà in 24 mesi. Sul disegno di legge si è aperto un confronto con Anci e Ance per rassicurare le amministrazioni sull'assenza di stravolgimenti nei centri storici. I Comuni entro 60 giorni potranno infatti escludere intere zone o singoli immobili dall'applicazione della norma.
 
In Friuli sta per essere varata una norma che prevede criteri antisismici più rigorosi. Come in Veneto, le misure entreranno in vigore prima di giugno 2009 e tutti i progetti saranno sottoposti alla verifica di una Commissione tecnica istituita su base provinciale. La Regione sta intanto procedendo alla verifica delle strutture strategiche, come scuole e ospedali. I controlli saranno più stringenti nelle zone di rischio sismico 1 e 2, situate prevalentemente nelle province di Udine e Pordenone.
 
Ampliamento legato all'efficienza energetica in Piemonte. Gli aumenti volumetrici superano i limiti nazionali collocandosi al 25% per gli edifici esistenti. Nel caso di demolizione e ricostruzione la percentuale di ampliamento dipenderà dai materiali usati, che devono consentire il raggiungimento del livello di efficienza 2 del protocollo Itaca. L’Assessore alla Casa Sergio Conti, ha affermato che si può stimare un’adesione per 7 miliardi, cioè lavori sul 20% delle abitazioni, con una spesa di 50 mila euro per immobile. Il bonus del 35% in caso di demolizione e riedificazione probabilmente sarà vincolato al mantenimento della destinazione d’uso originaria. Per l'abbattimento e la riedificazione delle costruzioni di bassa qualità con aumento del 35%  e una quota destinata all'housing sociale, il provvedimento avrà durata permanente. Al contrario gli altri interventi dovranno essere realizzati entro dicembre 2011. Per i lavori in aree protette dovrà essere inoltrata una comunicazione alla Soprintendenza, mentre le situazioni in deroga necessiteranno della Dia. La Regione, che ha giocato d'anticipo collocando nella legge urbanistica gli aumenti del 20% per il miglioramento degli impianti igienico sanitari, il recupero dei sottotetti e la conversione dei rustici, ha approvato anche la costruzione di 10 mila alloggi entro il 2012. Grazie a 306 milioni di euro ne sono stati realizzati 5444, 600 dei quali già abitati. Una quota di abitazioni sarà destinata alla fascia intermedia, troppo ricca per accedere all'edilizia popolare, ma con redditi troppo bassi per collocarsi nel mercato delle libere locazioni.
 
Il Trentino Alto Adige ha stanziato 8 milioni per la riqualificazione energetica e 30 per la casa, di cui 20 per la generalità degli edifici e 10 per il recupero dei centri storici. La Delibera di Giunta 814/2009prevede contributi del 30% per le manutenzioni straordinarie e del 35% per gli interventi di riqualificazione energetica, con soglie di spesa fino a 300 mila euro. Per gli interventi nella Provincia Autonoma di Trento la domanda di contribuzione può essere presentata alla Cassa del Trentino dal 4 maggio al 31 dicembre per le singole unità abitative e i condomini. Informazioni e moduli saranno disponibili anche negli uffici di assistenza al pubblico. I contributi non sono cumulabili con altre agevolazioni. Finanziabili secondo diverse soglie massime tutti gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione, sostituzione edilizia, demolizione e ricostruzione, ampliamenti, sopraelevazioni, parcheggi ed eliminazione di barriere architettoniche. Per i lavori sono ammissibili spese fino a 1000 euro al metro quadro, 100 mila per  singole abitazioni e pertinenze e 200 mila per i condomini. Sarà coperto anche il 3% delle spese di progettazione, che sale al 5% se viene effettuata la certificazione energetica. Esclusi gli interventi di manutenzione ordinaria, che verranno valutati dal Comune. Possono presentare domanda gli intestatari di una Dia rilasciata dopo il 31 marzo. Agli interventi nei centri storici è riservata una modulistica specifica.
Stanziati anche 207 milioni di euro per 3300 interventi di edilizia agevolata. Gli aumenti di cubatura sono già stati inseriti nelle normative urbanistiche degli ultimi anni. Agli ampliamenti del 20% deve corrispondere a un equivalente risparmio energetico o riduzione degli oneri di urbanizzazione.
 
In Valle D’Aosta si lavora alla legge per il rinnovo del parco edilizio, miglioramento dell’efficienza energetica, uso di fonti energetiche alternative, adozione di criteri di bioedilizia relativi alla scelta dei materiali e miglioramento dei canoni estetici del costruito. Secondo l’Assessore al Territorio Manuela Zubliena la durata della norma non dovrà essere limitata nel tempo, perché il termine di 18 mesi fissato dallo Stato non è considerato congruo con i tempi di intervento su un territorio di montagna. Tra le proposte di semplificazione a favore del cittadino emerge la creazione di un’anagrafe degli edifici, utile per la raccolta di tutti i documenti inerenti ai fabbricati e la riduzione delle procedure burocratiche. La Regione, che si avvale di uno Statuto autonomo, non ha l'obbligo dei 90 giorni per l'approvazione della propria legge sul rilancio dell'edilizia.
 
Tutto pronto in Lombardia , dove si attende la prima seduta di Giunta Regionale successiva all’emanazione del DL governativo. Il piano avrà durata straordinaria di 18 mesi prevedendo la riqualificazione dei quartieri di edilizia residenziale pubblica, attraverso bonus, semplificazioni amministrative, e interventi per il risparmio energetico. Non sono previste semplificazioni nelle zone di rischio sismico 2 e 3, situate nella Provincia di Brescia. Nel convegno “La casa, bene economico o sociale” è stata analizzata anche la carenza di alloggi, che ha spinto il Comune allo stanziamento di 135 milioni di euro per 1.300 nuove case. Il pacchetto casa per il 2009 prevede 102 milioni per i fondi a sostegno degli affitti, 51 in pagamento nel 2008 e altrettanti stanziati per il 2009, 47 per l'acquisto o la ristrutturazione della prima casa, 22 per la realizzazione di 350 alloggi a canone sociale, 14 per la costruzione di alloggi a canone convenzionato, oltre a 52 per la riqualificazione di 500 alloggi nelle varie province lombarde. I 79 milioni del piano casa nazionale serviranno per realizzare 1.147 nuovi alloggi attraverso il comune e l'Aler. La Regione sta pensando di estendere l'aumento delle cubature ai capannoni industriali a patto che non vengano abbandonati in un secondo momento.
 
Il Piano Casa sarà un’occasione di migliore vivibilità per l’ Emilia Romagna , data l’attenzione promessa dal Presidente Vasco Errani alle aree sotto tutela e all’assenza di eccessive deregolamentazioni. La legge regionale non oltrepasserà i limiti del decreto nazionale. Via quindi ad ampliamenti del 20% (pari a 200 metri cubi) su edifici fino a 1000 metri cubi, a demolizioni e successive ricostruzioni con ampliamenti nel limite del 35%. Liberalizzati gli interventi straordinari per la qualificazione e il recupero funzionale dei tessuti urbani in base alle segnalazioni della Regione. Per la semplificazione delle procedure e la riduzione dei tempi saranno revisionate le Leggi regionali 20/2000 e 31/2001. Le linee guida della norma prospettano ampio spazio per l'housing sociale, viste le 30 mila famiglie in attesa di un alloggio pubblico e le oltre 52 mila che durante l'anno passato hanno usufruito di un sostegno all'affitto.
 
Altrettanto propensa alla soluzione della tensione abitativa la Liguria , dove si prevede il recupero delle abitazioni sfitte non abitabili, oltre alla realizzazione di nuovi alloggi pubblici, che movimenteranno i capitali in funzione anticiclica. Con la Delibera di Giunta 333/2009 , pubblicata sul Bollettino Ufficiale 16 del 22 aprile, è stata istituita l’Agenzia sociale per la Casa, che agevola l’accesso alle locazioni attraverso il recupero di alloggi dal mercato privato, garantendo la tutela degli accordi contrattuali. Nella stesura della legge regionale si discute anche la possibilità di aumentare il bonus di cubatura sugli immobili esistenti dal 20% al 30% per le abitazioni di piccole dimensioni. Consentiti anche gli ampliamenti migliorativi nei parchi naturali, la conversione dei rustici, il recupero dei sottotetti e gli aumenti volumetrici del 20% per il miglioramento degli impianti igienico sanitari.

I prossimi giorni saranno dedicati all'approfondimento sull'iter normativo delle altre Regioni.

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