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RISULTATI

Tina Manis per l'Art Fund Pavilion 2009

di Rossella Calabrese

La nuova galleria semipermanente del Lightbox Museum

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29/04/2009 – Il concorso internazionale di progettazione “The Art Fund Pavilion 2009” si è concluso con la vittoria del team newyorkese di Tina Manis.
 
La competizione annuale, lanciata nel merito dell’Art Fund Prize, ha chiesto ai suoi concorrenti di progettare uno spazio mostra che sarà ufficialmente presentato al London Design Festival 2009 presso la rigenerata fabbrica birraia Truman sulla Brick Lane e poi fungerà da galleria temporanea estiva del museo di arte, architettura e design contemporaneo “The Lightbox” (un edificio pluripremiato per sostenibilità e qualità della progettazione, ampio 2.000 metri quadri e firmato da Marks Barfield Architects) nel distretto londinese di Woking.

Diversi i requisiti indispensabili della struttura da progettare: un’ampiezza massima di 35 metri quadri; un’altezza massima di 4 metri; la capacità di ospitare almeno 30 posti a sedere e di accogliere eventi informali e party, e soprattutto, la possibilità di costruire il volume in non più di 72 ore e di smontarlo in 24.
 
Il concorso in due fasi ha visto la partecipazione di oltre 600 proposte provenienti da 52 paesi. Nella rosa dei sfinalisti, oltre Tina Manis, c’erano Area [Architecture Research (Grecia) ; Feix&Merlin - Martin Stockley (Regno Unito); In & Edit Architecture , (Francia) e  Karim Muallem (Regno Unito).

La proposta di Tina Manis Associates ha unanimemente convinto i giurati “per la sua eleganza e chiarezza, nonché per la funzionalità e la sensibilità dimostrata nei confronti del contesto di destinazione finale”.
 
Il volume ha forma sinuosa, con grandi superfici vetrate incolore pensate per offrire una bella vista sul canale adiacente il complesso del Museo. La nuova struttura si basa su tre principi fondamentali quali duplicazione, riflessione e simmetria. La semplice stratificazione del singolo livello dell’edificio su una serie di rampe genera, attraverso il gioco delle quote differenti, una nuova topografia degli interni. I tagli e le superfici rialzate sul pavimento dell’edificio sono duplicati in maniera speculare sul soffitto, orientato verso i due ingressi principali del Museo Lightbox. Ne risulta una struttura dove le opere esposte e l’ambiente circostante sono fruibili attraverso prospettive sempre cangianti.
 
“Volevamo usare la tipologia a rampa sia per organizzare la circolazione nello spazio espositivo sia per ‘demistificare’ la tradizionale architettura della ‘scatola bianca per l’arte” a pianta aperta” - spiega Tina Manis. Questa soluzione è capace di dar forma a spazi che appaiono familiari, attraverso i quali ognuno può comprendere ed entrare in contatto con le opere artistiche nel più semplice e istintivo dei modi”.
 
“Sono stata colpita dal modo in cui Tina Manis Associates ha sviluppato la sua proposta per il padiglione nel contesto del rinomato sito di destinazione, esplorando la relazione col canale, la strada e la struttura del museo. La proposta dimostra un approccio gentile e intelligente all’architettura contemporanea, e noi dell’Architecture Foundation siamo lieti di promuoverla”, ha commentato Sarah Ichioka, direttrice dell’Architecture Foundation e membro della giuria del concorso.
 
In riferimento alla presentazione ufficiale della struttura durante il London Design Festival 2009 Tina Manis ha asserito: “spero che nella sua veste temporanea, il padiglione possa agire come una sorta di cartolina tridimensionale, uno strumento per ‘trasportare’ l’esperienza della fruizione artistica dentro la città. Il nostro studio sperimenta costantemente nuovi modi per articolare le esperienze spaziali quotidiane. Il concorso per l’Art Fund Pavilion ci ha dato l’opportunità di esplorare il concetto di “osservazione” attraverso una reciprocità dinamica tra arte e ambiente circostante.

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