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URBANISTICA

L’Aquila: gravemente ferito il patrimonio culturale della città

di Roberta Dragone

Distrutta la chiesa delle Anime Sante. Crolli e lesioni negli edifici storici e monumentali in tutta la regione

Vedi Aggiornamento del 17/04/2015
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08/04/2009 – Sono gravissimi i danni provocati dal sisma che ha colpito l’Abruzzo durante la notte tra il 5 ed il 6 aprile. Dopo la prima violenta scossa che ha segnato i 5,8 gradi della scala Richter, la terra ha continuato a tremare in tutta la regione.
Alle 19:47 di ieri una nuova forte scossa di magnitudo 5.3 della scala Richter ha continuato a ferire la regione provocando ulteriori danni. Tra questi il crollo della cupola della Basilica di Santa Maria del Suffragio sita in piazza Duomo a L’Aquila, conosciuta come la Chiesa delle Anime Sante. La cupola della chiesa era parzialmente crollata nella notte tra domenica e lunedì.
 
A subire i danni di maggiore rilievo è il centro storico dell’Aquila, con numerosi crolli e gravi lesioni a edifici storici e monumentali.
Dopo i primi sopralluoghi effettuati lunedì scorso, i tecnici della direzione regionale per i Beni Culturali dell’Abruzzo e della Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio hanno subito segnalato i primi danni. Ma non è ancora disponibile una stima definitiva. Dal momento che l’accessibilità dei luoghi è compromessa a causa dei numerosi edifici pericolanti – fanno sapere dall’ufficio Sicurezza del Patrimonio ed Emergenze dei Beni Culturali – non è ancora possibile effettuare una quantificazione definitiva dei danni causati dal sisma.
 
Dopo il crollo della cupola, la scossa di ieri sera ha definitivamente distrutto la chiesa delle Anime Sante o del Suffragio. Situata nella piazza principale dell’Aquila, la cui pavimentazione in porfido è ora completamente divelta, la chiesa nacque idealmente il 30 settembre 1708, quando la Curia aquilana concesse alla Confraternita di Santa Maria del Suffragio di erigere un nuovo luogo di culto successivamente al crollo della precedente sede, in Via Roio, a causa dal devastante terremoto del 1703. Completata nel 1775, la facciata fu opera dell’architetto e pittore Giovan Francesco Leomporri, che trasse ispirazione della coeva chiesa romana della Maddalena di Giuseppe Sardi; mentre il progetto dell’impianto venne affidato all’allievo di Carlo Fontana, Carlo Buratti.
 
Gravemente danneggiata anche la  Basilica di S. Maria di Collemaggio , costruita nel 1287 per volontà dell’Eremita Pietro del Morrone incoronato Papa nel 1294 come Celestino V. La facciata quattrocentesca si è salvata in quanto, in fase di restauro, era sostenuta da grandi ponteggi.
Crollati il campanile della chiesa di San Bernardino da Siena, con lesioni gravissime all’abside, ed il cupolino della chiesa di S. Agostino .
Distrutto anche il palazzo della prefettura che ospita anche la sede dell’Archivio di Stato; mentre diversi crolli hanno interessato Castello cinquecentesco dove hanno sede il museo nazionale d’Abruzzo, la soprintendenza per beni architettonici e paesaggistici e quella per il patrimonio storico, artistico e etnoantropologico. La Fortezza fu costruita nel 1534 per volere del governo spagnolo che affidò la progettazione all'architetto Pirro Aloysio Scrivà. Il Museo è stato dichiarato inagibile fino a verifica dei vigili del fuoco, ora impegnati nei soccorsi alla popolazione.
Seri danni anche a Fossa, in provincia dell’Aquila, dove è crollato il campanile della Chiesa di Santa Maria Assunta ed è stata danneggiata anche la Chiesa Santa Maria ad Cryptas .
Apparentemente salva sembrerebbe invece, nonostante i crolli e le lesioni degli edifici attorno, la fontana delle 99 cannelle, l'antico monumento realizzato dal Maestro Tancredi da Pentima per volontà del governatore toscano Lucchesino Aleta.
 
Il Gruppo di Protezione civile dei beni culturali dei volontari di Legambiente Marche si sta preparando a portare in salvo tutto ciò che il terremoto non ha polverizzato: quadri, sculture policrome lignee, manoscritti e volumi dell’Archivio storico, semisepolti dal crollo parziale del tetto. È già stato individuato un deposito per il ricovero delle opere recuperate da edifici di culto pericolanti. Mentre il ministero ha costituito una task force di esperti che hanno operato nel sisma in Umbria del 1997 di supporto ai funzionari locali già presenti in zona, e sta predisponendo le squadre che, con idonei supporti schedografici, si occuperanno del rilievo preciso dei danni.
 
“Già da ieri – ha dichiarato all'AdnKronos il sottosegretario ai Beni e le attività culturali Francesco Giro – è cominciato un censimento delle opere colpite dal sisma. Sono molte tra monumenti chiese e architetture preziose. Dopo il censimento faremo interventi mirati per la costruzione puntuale di queste architetture. È un impegno che svilupperemo secondo il modello già adottato in occasione del sisma del 1997 in Umbria e nelle Marche attraverso una struttura che verrà coordinata dal ministero dei Beni culturali”.

“Abbiamo come priorità assoluta  – continua il sottosegretario – di garantire sicurezza e ricovero alle persone e alle loro famiglie. Abbiamo avuto purtroppo molte vittime è stato un terremoto molto importante ed è difficile anche la situazione sul campo. Stiamo sviluppando un’azione di assistenza agli abruzzesi colpiti dal sisma. Un’assistenza molto intensa e ramificata sul territorio, coordinata dalla Protezione Civile, a questa si unirà un impegno molto determinato da parte del ministero per le Attività culturali per restituire agli abruzzesi soprattutto alla città de L'Aquila e la sua provincia il suo patrimonio storico ed artistico perchè le popolazioni ce lo chiedono. Dobbiamo preservare il patrimonio culturale di quei luoghi perché rappresentano la memoria e l’identità di un territorio molto prezioso”.

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