Carrello 0
Vaccarini firma il nuovo cimitero di Silvi
ARCHITETTURA

Vaccarini firma il nuovo cimitero di Silvi

Commenti 5157

Corpi di fabbrica come volumi monolitici filiformi rivestiti in pietra

Commenti 5157
07/05/2009 – “Il cimitero è uno dei luoghi della memoria collettiva in cui sono custoditi i segni dello scorrere degli eventi; passeggiare in questi luoghi riporta tutte le nostre fatiche ad una dimensione sempre misera a confronto con lo scorrere del tempo. Come nella città dei vivi, il sedimentarsi degli interventi di ampliamento del recinto sacro del cimitero ha rispecchiato le vicende delle epoche di appartenenza. È difficile ritrovare un “disegno” negli ampliamenti degli ultimi decenni, né nelle regole insediative, né nelle ragioni dei singoli manufatti; probabilmente ciò riflette l’incertezza e lo scollamento culturale che si è vissuto durante quello che grossolanamente possiamo definire come l’epoca dell’industrializzazione di massa”.

Sono queste le riflessioni alla base del progetto messo a punto dall’architetto Giovanni Vaccarini per il nuovo cimitero di Silvi , in provincia di Teramo, da poco ultimato.
 
L’area di intervento è posta a nord del “campo santo”, un’area in declivio abbandonata dall’uso agricolo, di cui resta memoria nella piantumazione ad ulivi.
La valle su cui giace il versante si apre verso il mare ad est, mentre ad ovest il paesaggio è dominato dall’imponente manufatto del viadotto della A14. Il progetto disegna un sistema insediativo che intende dialogare con le curve di livello e allo stesso tempo con il paesaggio circostante.
 
I corpi di fabbrica sono pensati come elementi filiformi che seguono le curve di livello. Con il loro conformarsi disegnano gli ambiti (disposti a gradoni) del cimitero; a est e ad ovest, attraverso la recinzione trasparente, inquadrano porzioni del paesaggio marino e collinare.
 
I corpi di fabbrica filiformi si aprono sul paesaggio scardinando uno dei componenti canonici del sistema cimiteriale: il recinto. Uno degli elementi principali di definizione del “campo santo” nella cultura italiana, il recinto segna un dentro da un fuori, riducendo al minimo le interferenze dell’esterno con le architetture cimiteriali. Il progetto tenta di affiancare agli spazi di meditazione e raccoglimento delle inquadrature sul paesaggio circostante una dimensione dell’anima in cui l’architettura mette in scena il silenzio.
 
I materiali del progetto sono essenzialmente due : il rivestimento in pietra e l’intonaco.
I corpi di fabbrica sono pensati come dei volumi monolitici filiformi rivestiti in pietra negli affacci verso il paesaggio.
Il rivestimento è realizzato con una pietra grezza con variazioni cromatiche, di cui si fa un uso “scarno”. Le fughe tra i vari ricorsi sono state lasciate aperte, il partito architettonico è scandito da tagli verticali che disegnano un macro codice a barre.
La parte interna dei corpi di fabbrica (il “ventre”) è tutto in cemento faccia a vista ed intonaco grigio.
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Lucernari e cupole per illuminare dall'alto, quali usi nei tuoi progetti? Partecipa