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LAVORI PUBBLICI

Appalti, nessuna discrezionalità per la S.A.

di Paola Mammarella

Inammissibile la copia di un documento non prevista dal bando

Vedi Aggiornamento del 11/09/2009
28/05/2009 – Va seguito alla lettera il disciplinare di gara. Lo ha stabilito l’ Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture con il parere 53 dopo la richiesta di chiarimenti da parte di un’impresa che, avendo partecipato a una procedura di gara per l’affidamento di lavori, era stata esclusa per aver allegato alla domanda il certificato della Camera di Commercio in copia notarile e non in originale, come invece richiesto dal bando.
 
Secondo il disciplinare il certificato rilasciato nel periodo di pubblicazione del bando doveva riportare tutte le annotazioni inerenti alla situazione fallimentare e antimafia, non ammettendo in nessun caso l’autocertificazione dal momento che era strettamente necessario acquisirlo in forma originale.
 
In fase di chiarimento l’impresa ha fatto presente che aveva già partecipato ad altre due gare indette dalla stessa Stazione Appaltante con lo stesso termine di scadenza. Il certificato della Camera di Commercio in originale era stato allegato alla documentazione inerente alla prima gara, mentre quella della seconda era stata integrata con la copia autenticata, accompagnata da una dichiarazione con tutte le spiegazioni a riguardo.
 
Sulla legittimità della procedura di esclusione si è pronunciata l’Autorità, ribadendo il principio consolidato in base al quale la portata vincolante delle prescrizioni contenute nel disciplinare di gara esige che non sia lasciato alcun margine di discrezionalità alla Stazione Appaltante, che deve attuare le regole stabilite dal bando.
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