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DL Abruzzo, valanga di emendamenti in Senato

di Rossella Calabrese

Partecipazione degli enti locali alla costruzione delle case temporanee e trasparenza negli affidamenti

Vedi Aggiornamento del 24/06/2009
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14/05/2009 - Maggiore coinvolgimento degli enti locali nella realizzazione delle abitazioni temporanee; compatibilità ambientale e qualità urbanistica dei nuovi insediamenti; trasparenza delle procedure di affidamento dei lavori; applicazione dei minimi tariffari nel conferimento degli incarichi di progettazione.
 
Sono i contenuti degli emendamenti all’articolo 2 del DL 39/2009 , relativo alla realizzazione urgente di abitazioni, presentati in Senato nell’ambito della conversione in legge del DL. Come preannunciato dagli stessi rappresentati degli enti locali nei giorni scorsi ( leggi tutto ), diversi emendamenti chiedono che la progettazione e costruzione dei moduli abitativi sia portata avanti d’intesa con gli enti locali interessati e con i sindaci competenti per territorio.
 
Arriva dall’Italia dei Valori la richiesta di accelerare i tempi , con la proposta che i moduli siano completati e messi a disposizione entro 120 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del DL 39. È del Partito Democratico invece la proposta di dotare le aree abitative di spazi atti ad ospitare servizi sociali, educativi, scolastici, ricreativi, culturali per famiglie, bambini, giovani, disabili, anziani e immigrati, e altri servizi che garantiscano un'adeguata qualità della vita, con totale abbattimento delle barriere architettoniche , anche dei moduli abitativi.
 
Un emendamento della maggioranza punta l’attenzione sulla compatibilità ambientale , chiedendo che i progetti dei moduli abitativi siano corredati da uno studio d'impatto ambientale (S.I.A.) ed eventualmente sottoposti a valutazione di impatto ambientale. Dall’opposizione arriva la richiesta di porre attenzione alla qualità urbanistica degli interventi , minimizzando il consumo di suolo non urbanizzato e l'impatto ambientale e paesaggistico, e assicurando la migliore armonizzazione con il tessuto urbano esistente, con particolare riferimento alle successive riutilizzazioni dei moduli abitativi.
 
Per quanto riguarda le procedure di affidamento degli interventi , la proposta del PD tende a limitare il ricorso alla procedura negoziata, proponendola come modalità secondaria a disposizione della stazione unica appaltante, e a cancellare la possibilità di ricorrere al subappalto fino al 50%. Proposto anche di corredare di DURC i documenti relativi al collaudo dei lavori e al rilascio del documento di abitabilità da parte del Comune. È del relatore la proposta di integrare i contraenti generali da soggetti professionali e di inserire soggetti professionali iscritti in albi e registri locali nei raggruppamenti, associazioni temporanee e consorzi concorrenti.
 
Un tetto agli affidamenti è stato proposto da senatori della maggioranza: l’emendamento prevede che nessun soggetto affidatario degli interventi possa eseguire, direttamente o in subappalto, lavori di ammontare superiore a 50 milioni di euro. Un altro emendamento degli stessi senatori propone di conferire gli incarichi di progettazione, direzione dei lavori e collaudo applicando gli onorari minimi previsti dalla tariffa professionale di riferimento.


E oggi è stata avviata la procedura per l'acquisizione delle aree destinate alle abitazioni del Piano C.A.S.E. In questa prima fase, i tecnici, individuati dalla struttura commissariale e dall’Agenzia del territorio, hanno il compito di redigere un verbale sullo “stato di consistenza” di ciascuna area o particella, specificandone le caratteristiche, così da avviare le attività finalizzate all’esproprio. L’espropriazione della proprietà privata da parte dello Stato è prevista dalla Costituzione italiana, all’articolo 42 del titolo III, “nei casi previsti dalla legge, e salvo indennizzo” per motivi d’interesse generale. 

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