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NORMATIVA

No al condono per opere con titolo abilitativo annullato

di Paola Mammarella
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CdS: sanatorie solo per nuovi edifici residenziali che dopo l’ampliamento non superino i 3 mila metri cubi

Vedi Aggiornamento del 11/02/2014
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19/05/2009 – Le opere realizzate sulla base di un titolo abilitativo annullato non rientrano nell’ambito del terzo condono edilizio, come stabilito dal Decreto Legge 269/2003 . La differenza rispetto alle precedenti normative, che ammettevano invece la sanatoria, è stata rilevata dal Consiglio di Stato , che lo scorso 23 aprile si è espresso a riguardo in Adunanza Plenaria con la Sentenza 4/2009 .
 
Dal momento che nell’elenco degli abusi sanabili manca una espressa indicazione di questa tipologia di irregolarità, non è possibile utilizzare la formula di rimando alle leggi precedenti. L’esclusione delle opere con titolo annullato ha un forte impatto visto che il condono edilizio, per la sua natura straordinaria, può allargare o restringere le ipotesi di sanatoria in modo assolutamente discrezionale e insindacabile, in riferimento alle esigenze fiscali esistenti.
 
Il ricorso al Consiglio di Stato è stato presentato da un’impresa aggiudicataria di concessione edilizia per la realizzazione di un centro commerciale di volumetria pari a 60932 metri cubi, dopo l’annullamento degli atti da parte del Tar Campania, che ha rilevato la destinazione dell’area a verde pubblico attrezzato.
 
Gli appelli presentati inizialmente erano già stati respinti dal Consiglio di Stato nel 2004. Nel 2005 il Tar Campania aveva annullato anche la concessione commerciale, rilasciata nel frattempo, per difformità urbanistica, decisione convalidata da una successiva pronuncia del CdS.
 
L’istanza di condono, presentata dopo l’entrata in vigore della Legge 326/2003 , che ha convertito il DL 269/2003 , è stata a sua volta respinta dal Comune con una serie di atti contenenti l’elenco delle ragioni ostative. Provvedimenti viziati dalla mancanza di adeguata motivazione secondo l’impresa interessata, che nell’esposizione delle proprie ragioni ha richiamato le precedenti leggi per la sanatoria degli abusi edilizi.
 
Il Tar ha chiarito che in caso di ampliamento è ammesso il condono per le nuove costruzioni residenziali non superiori a 750 metri cubi per singola richiesta di titolo abilitativo in sanatoria, a condizione che la nuova costruzione non superi i 3 mila metri cubi. Il fatto che nell’elenco delle opere abusive suscettibili di condono non compaiano quelle realizzate con titolo abilitativo annullato sarebbe inoltre sufficiente a escludere la sanatoria.
 
Secondo il Consiglio di Stato non è neanche possibile ipotizzare una situazione soggettiva di affidamento, in cui si troverebbe l’esecutore dell’opera in base a un titolo originariamente legittimo e poi annullato. Questo perché l’annullamento è avvenuto in sede giurisdizionale e non amministrativa. Analogamente non hanno peso determinante le direttive ministeriali sull’argomento che, rientrando nella tipologia delle circolari, possono essere disattese.
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