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NORMATIVA

Piano Casa, l’Umbria predilige l’efficienza energetica

di Paola Mammarella

Ampliamenti volumetrici possibili anche su edifici composti da più alloggi e a destinazione produttiva

Vedi Aggiornamento del 27/11/2009
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27/05/2009 – Potrebbe essere approvato nella prima metà del mese prossimo il Piano Casa dell’Umbria. È in fase di discussione il ddl 1553sul governo e la pianificazione del territorio che ridefinisce edilizia e urbanistica regionale.
 
Aumenti di cubatura : Sono consentiti ampliamenti fino a un massimo del 20% degli edifici a destinazione residenziale uni-bifamiliari, di superficie non superiore a 350 metri quadrati, e comunque entro il limite massimo di settanta metri quadri per edificio. Gli aumenti, che devono essere accompagnati da un incremento dell’efficienza energetica, sono possibili anche se realizzati in forma indipendente dall'edificio, essendo in questo caso legati a valutazioni di sicurezza e interventi di miglioramento sismico. Per gli interventi di demolizione e ricostruzione è previsto un premio di cubatura del 25% da abbinare alla certificazione di sostenibilità ambientale di classe B.
 
Diversamente dalla bozza governativa , saranno possibili ampliamenti anche sugli edifici composti da più alloggi, almeno 8 per una superficie totale di 800 metri quadri. In questo caso una quota non inferiore al 50% dell’incremento dovrà essere destinato alla realizzazione di abitazioni di superficie minima di 60 metri quadri, da affittare per almeno 8 anni a canone concordato. Nel caso di demolizione e ricostruzione l’aumento di superficie può raggiungere il 35% se l’intervento riguarda tre edifici compresi in un piano attuativo. Sono inoltre consentiti aumenti di cubatura del 20% per gli edifici a destinazione produttiva oggetto di un piano attuativo su una superficie fondiaria di 2 ettari. Per la semplificazione delle procedure è stato proposto il Pea, Procedimento edilizio abbreviato, con la previsione del silenzio  - assenso entro 60 giorni. Una soluzione intermedia tra Dia e permesso di costruire, che presenta tempistiche incerte.
 
Gli interventi dovranno rispettare alcune linee guida , come il divieto di modifica della destinazione d’uso per 5 anni, il divieto di superare le altezze massime consentite dagli strumenti urbanistici, il mantenimento degli allineamenti stradali e l’applicazione della normativa antisismica. Le misure contenenti gli aumenti di cubature avranno una validità di 18 mesi.
 
Sostenibilità ambientale e partecipazione : il ddl regionale mira a realizzare la trasformazione territoriale e urbana garantendo sicurezza, efficienza e funzionalità degli insediamenti rispetto alla qualità ambientale. Obiettivi raggiungibili attraverso i criteri di sussidiarietà e copianificazione, per una gestione solidale e condivisa. La legge, oltre ad assicurare la parità tra soggetti pubblici e privati, con disposizione su diritti edificatori e perequazione, disciplina infatti i rapporti tra le competenze di Regione, Province e Comuni. Saranno poi a disposizione due nuovi strumenti di programmazione su scala regionale, il Dst, Disegno strategico territoriale e il Ppr,  Piano paesaggistico regionale.
 
Posizioni in Consiglio : In fase di discussione, da parte dei rappresentanti della maggioranza è emersa l'attenzione a preservare le caratteristiche paesaggistiche del territorio, consentendo ampliamenti e modifiche senza stravolgere i piani regolatori e i regolamenti edilizi. È infatti prevista la facoltà per i Comuni di vietare gli aumenti di cubatura in aree con particolari caratteristiche paesaggistiche o con una elevata concentrazione edilizia. Gli esponenti dell'opposizione hanno invece criticato la scelta di non prevedere una deroga alle altezze degli edifici stabilite dai Piani regolatori. In questo modo si creerebbero limiti a sopraelevazioni e aumenti di cubatura, in contrasto con lo spirito dell'accordo Stato-Regioni firmato anche dalla presidente della Regione Umbria.
 
L’analisi del provvedimento in Commissione Attività economiche e governo del territorio ha mostrato un generale apprezzamento per l’impianto generale della norma, riservando qualche preoccupazione sui tempi previsti per l’approfondimento della materia e il rilascio delle concessioni edilizie. Proposta l’esclusione dei benefici per gli edifici realizzati dopo gli anni ’80, per i quali non sono mai state richieste le certificazioni di agibilità

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