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Demolire e ricostruire in zona A e nei centri storici, ecco quando si può
NORMATIVA Demolire e ricostruire in zona A e nei centri storici, ecco quando si può
NORMATIVA

Piano Casa, più permissivo in Lombardia

di Paola Mammarella

Soprintendenze depotenziate, cambi di destinazione d’uso e aumenti del 30% per edifici rurali e industriali

Vedi Aggiornamento del 30/09/2009
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26/05/2009 – Regioni propositive sul Piano Casa, senza intralci al Governo. È emerso dalle dichiarazioni di Vasco Errani, Presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni dopo la riunione di giovedì 21 maggio. Nell’attività normativa per la semplificazione del settore edile la Lombardia potrebbe soffiare il secondo posto al Veneto per l’approvazione di una norma con misure di rilancio per le costruzioni. Il primato per la legge ad-hoc spetta invece alla Toscana ( Leggi Tutto ).
 
Misure del ddl lombardo : La bozza regionale della Lombardia, che sarà in Giunta questa settimana, ricalca in parte quella nazionale, prevedendo una validità di 18 mesi, il recupero degli spazi inutilizzati e ampliamenti volumetrici del 20%. Che potrebbero però estendersi al 30%, ammissibili, con le dovute cautele, per gli edifici residenziali, rurali e industriali, La Regione potrebbe autorizzare anche la sostituzione degli edifici esistenti situati in zone sottoposte a tutela storica, paesaggistica e ambientale, ma solo se non compatibili con il contesto. Il piano ingloberà probabilmente la riqualificazione dei quartieri di edilizia pubblica anche in deroga alle previsioni dei piani urbanistici, demolizioni e ricostruzioni con materiali per il risparmio energetico.
 
Tutela ambientale : Secondo l’Assessore regionale al Territorio e all’Urbanistica Davide Boni gli interventi saranno effettuati sugli edifici e non sulle aree, puntando alle massime volumetrie possibili con il minor sfruttamento di territorio. L’idea è quella di creare più spazi produttivi sulle stesse superfici, avvalendosi di facili cambi di destinazione d’uso. Le lentezze burocratiche saranno aggirate scavalcando i vincoli delle Soprintendenze, rendendo comunque necessario il parere di una commissione tecnica per il rilascio delle concessioni.
 
Parere di Legambiente : “Devastante e inquietante”. È il giudizio di Sergio Cannavò, responsabile del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Lombardia, sul Piano Casa regionale. Che difende il ruolo delle Soprintendenze, legato alla tutela dei beni giuridici di rango costituzionale. La trasformazione degli immobili rurali in edifici a uso residenziale provocherebbe poi la scomparsa di molte aziende agricole.
 
Gli orientamenti delle Regioni : Secondo il Presidente Errani le Regioni non intendono frenare l’attività dell’Esecutivo, ma sono in attesa di chiarimenti sui punti emersi dopo il sisma abruzzese, per una ricostruzione materiale ed etica, ripensando alle città in termini di vivibilità, sicurezza e qualità urbana. In quest’ottica è giudicato positivo l’intervento degli Enti Locali, meritevoli di aver cambiato l’impostazione alla base del provvedimento. Da una norma in deroga alle leggi vigenti si è passati infatti a un percorso attento alla tutela di centri storici, sicurezza e beni paesaggistici, senza automatismi sul cambio di destinazione d’uso o l’aumento delle cubature. Senza un’intesa tra Governo e Regioni rimangono però aperte aspetti chiave del piano di rilancio, come i lavori senza Dia, Denuncia di inizio attività, e la Vas, Valutazione ambientale strategica.
 
Scelte per il futuro : Governo e Regioni sono, secondo Errani, di fronte a un bivio. Potrebbero effettuare dei miglioramenti normativi parziali, lasciando però inalterate le disattenzioni edilizie diffuse sul territorio. O promuovere la cultura dell’equilibrio territoriale e della prevenzione antisismica. Opzione possibile con un piano per l’adeguamento di scuole, ospedali e edifici pubblici. Così come attraverso l’estensione del bonus fiscale del 55% per i privati che riqualificano la propria abitazione in chiave antisismica. Interventi utili al contrasto della crisi economica, ai quali il Ministro dell’Economia oppone la carenza delle risorse disponibili.

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