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3XN svela l’installazione ''Learning from Nature''
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3XN svela l’installazione ''Learning from Nature''

di Rossella Calabrese

Un grande nastro di Möbius in materiale biocomposito

26/06/2009 - Superfici auto-pulenti, materiali a cambiamento di fase e sensori incorporati che producono energia ricavata dai passi dei visitatori sono alcuni degli elementi principali dell’ultima installazione – scultura progetta dallo studio d’architettura 3XN.
 
L’opera, inaugurata nella giornata di ieri, è stata realizzata dallo studio di architettura danese su invito del Louisiana Museum of Modern Art (Humlebæk, Copenaghen). Intitolata “Learning from Nature” (“Imparare dalla Natura”), la struttura è stata creata al fine di mostrare al pubblico le avanguardistiche possibilità intrinseche ai materiali sostenibili e intelligenti. Il risultato è un’opera in materiale biocomposito, dotata d’intelligenza integrata, capace di creare interazioni dinamiche con l’ambiente fisico circostante.
 
La geometria dell’installazione riprende la forma del nastro di Möbius, a simboleggiare il ciclo della natura. Le proprietà della struttura sono molto simili a quelle degli elementi naturali. Prodotti sintetici assai conosciuti sono stati sostituiti da materiali biologici e riciclabili”, spiegano gli autori dell’opera. Per il guscio esterno della scultura è stato infatti utilizzato un biocomposito in fibre di lino e resina biologica in alternativa a materiali compositi in fibra di vetro. Il nucleo interno dell’opera è realizzato utilizzando fogli di sughero anziché in polistirolo espanso.
 
Panelli solari flessibili, spessi 1 millimetro, sono collocati sul lato superiore della scultura. L’estrema sottigliezza consente alla pellicola fotovoltaica di essere applicata sulla superficie a doppia curvatura. Il rivestimento della scultura è dotato di una nanostruttura idrofila, che rende la superficie auto-pulente. Un secondo rivestimento, capace di generare processi chimici di fotocatalisi, decompone fino al 70 per cento delle sostanze inquinanti da smog, purificando l’aria nel raggio di circa 240 metri dall’installazione.
 
Sul pavimento sono inseriti materiali piezoelettrici, capaci di generare corrente elettrica sfruttando il peso dei passi dei visitatori. Quest’ultima soluzione è alla base dell’autosufficienza energetica della struttura e permette l’alimentazione del sistema d’illuminazione LED integrato alla scultura.
 
Kim Nielsen Herforth ha asserito: “ Il nostro obiettivo è stato quello di dimostrare che l’Architettura Green può essere dinamica e attiva. Spesso pensiamo di dover ridurre al minimo l'uso delle risorse, a tutti i costi. Invece di concentrarci sul consumare la minima quantità di energia, dovremmo focalizzare l’attenzione sul produrre e utilizzare energia e materiali in un modo più intelligente rispetto a quanto avvenga oggi”.
 
L’installazione resterà presso il Louisiana Museum of Modern Art fino al prossimo ottobre.
© Riproduzione riservata

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