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Asmara. Città segreta del moderno in Africa
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Asmara. Città segreta del moderno in Africa

di Rossella Calabrese

A Bologna in mostra l'architettura dell'ex centro coloniale

17/06/2009 – Dopo Torino è la città di Bologna ad ospitare, proprio in questi giorni e fino al prossimo 5 luglio, presso la Fondazione Carisbo, in via Farini 15, la mostra itinerante “Asmara. Città segreta del moderno in Africa
 
L’esposizione, distribuita da “4Asmara – Arbate Asmera” (progetto sostenuto da cittadini eritrei ed amici dell’Eritrea in seno all’associazione tedesca “Association to Promote Education and Media on Environment and Development) è intermente dedicata al corposo patrimonio architettonico modernista di Asmara, una delle città eritree più “segnate” dalla colonizzazione italiana durante gli anni Trenta del secolo passato.
 
Intento della mostra (che, presentata per la prima volta a Berlino nel 2006, ha fatto tappa a Francoforte, Kassel, Stoccarda, Londra, Tel Aviv, Il Cairo, Lomé e Lagos) è altresì quello di promuovere l’inserimento dell’Asmara storico-novecentesca nella Modern Heritage List dell'UNESCO, il che consentirebbe una tutela effettiva dell’eredità architettonica della città.
 
L’iniziativa, curata da Naigzy Gebremedhin (architetto e primo direttore dell’Eritrean Cultural Assets and Rehabilitation Project) e Omar Akbar (già presidente e direttore della Foundation Bauhaus, Dessau) fa luce su un insieme di opere poco indagate, se non del tutto sconosciute, nell’ambito degli studi in storia dell’architettura e conservazione del moderno
 
Sono raccolti in mostra: 24 pannelli ideati e prodotti da Rainer Weissbach, Fondazione Bauhaus di Dessau, sulla base dei testi di Naigzy Gebremedhin e dei testi tratti dal libro “Asmara, Africa’s Secret Modernist City“ degli autori Edward Denison, Guang Yu Ren e Naigzy Gebremedhin, con fotografie di Edward Denison; disegni e una collezione di storie e poesie, a documentare il concorso per i bambini delle scuole in Eritrea; sette modelli architettonici, ad opera del Prof. Wolfgang Knoll, Stoccarda; il filmato “Città dei Sogni“ di Ruby Ofori e Edward Scott, Eye Level (Washington, D.C., Stati Uniti).
 
La tappa bolognese dell’evento - realizzata con il contributo dell’equipe di studiosi dell’architettura italiana negli ex-territori coloniali formata da Giuliano Gresleri, Pier Giorgio Massaretti e Stefano Cagnon – rinforza ulteriormente il legame storico tra il capoluogo emiliano e il paese africano. Lungo i trent’anni della guerra di liberazione eritrea (1961-1991) la città delle torri ha offerto ospitalità e appoggio a migliaia di rifugiati eritrei, tanto da meritare l’affettuoso appellativo di “capitale dell’esilio” e l’intitolazione di una delle arterie cittadine di Asmara, subito dopo la proclamazione dell’indipendenza nazionale dell'Eritrea nel 1991.
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