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LAVORI PUBBLICI

Archeologia preventiva: in arrivo l'elenco degli esperti

di Rossella Calabrese

Presso il MiBAC l’albo degli archeologi e degli istituti archeologici universitari abilitati ad eseguire le verifiche

Vedi Aggiornamento del 11/10/2018
08/06/2009 - Sta per approdare in Gazzetta Ufficiale il Regolamento del Ministero per i beni culturali che istituisce l’elenco degli archeologi e degli istituti archeologici universitari abilitati ad eseguire le verifiche archeologiche preventive.
 
Tali verifiche – ricordiamo – possono essere richieste dai soprintendenti in caso di realizzazione di lavori pubblici in aree di interesse archeologico, come previsto dall’art. 95 del Codice degli appalti ( Dlgs 163/2006 ) in attuazione dell'articolo 28, comma 4, del Codice dei beni culturali e del paesaggio ( Dlgs 42/2004 ), il cui contenuto è richiamato anche nell’art. 2-ter del DL 63/2005 (convertito nella legge 109/2005 ). Una prima versione del Regolamento per la tenuta dell’elenco è stata bocciata dal Consiglio di Stato nel 2006 ( leggi tutto ).
 
Qualora, sulla base degli elementi trasmessi e delle ulteriori informazioni disponibili, il soprintendente ravvisi l’esistenza di un interesse archeologico nelle aree oggetto di progettazione, può sottoporre l’intervento alla procedura di verifica dell'interesse archeologico, la quale può avere tre esiti: accertamento dell'insussistenza dell'interesse archeologico nell'area interessata dai lavori; redazione di  prescrizioni necessarie ad assicurare la conservazione dei rinvenimenti archeologicamente rilevanti; avvio del procedimento di dichiarazione dell’interesse culturale del sito.
 
L’elenco istituito dal MiBAC comprenderà, in due sezioni distinte, i soggetti in possesso del diploma di laurea e del diploma di specializzazione in archeologia o di dottorato di ricerca in archeologia, o di titolo di studio estero equipollente, e gli istituti e i dipartimenti archeologici universitari, qualificati all’attività di raccolta ed elaborazione delle informazioni archeologiche dei siti interessati dai progetti. Per “istituto” o “dipartimento archeologico universitario” si intende il dipartimento o l’istituto universitario, anche straniero, cui afferiscono almeno tre docenti di ruolo, compresi i ricercatori confermati, nei settori scientifico disciplinari di ambito archeologico.
 
I dipartimenti o gli istituti universitari, nonché i laureati e specializzati e dottori di ricerca in archeologia, che vogliano iscriversi all’elenco devono presentare domanda alla Direzione generale per i beni archeologici del Ministero per i beni e le attività culturali. La domanda deve essere redatta secondo il modello predisposto, di regola in formato elettronico, dalla Direzione e dalla Direzione generale per l’innovazione tecnologica e la promozione, sentito il Garante per la protezione dei dati personali.
 
A fini informativi, anche per consentire alle stazioni appaltanti di acquisire gli elementi conoscitivi e valutativi per la scelta del soggetto affidatario, i soggetti che chiedono di iscriversi nella seconda sezione (laureati, specializzati e dottori di ricerca) dell’elenco devono trasmettere, con le medesime modalità della domanda di iscrizione, anche un curriculumprofessionale volto a documentare la specifica esperienza acquisita nel settore della raccolta ed elaborazione di documenti e informazioni a fini di verifica preventiva di interesse archeologico di aree ed immobili. Per le stesse finalità, gli istituti e i dipartimenti archeologici universitari devono trasmettere elementi informativi sulla struttura e l’attività dipartimentale, ed elementi descrittivi dell’esperienza acquisita. I curriculae gli elementi informativi saranno inseriti in un’apposita sezione dell’elenco, accessibile on line.
 
“Le nuove disposizioni – ha dichiarato il Ministro per i beni culturali, Sandro Bondi , in una nota - costituiscono un fondamentale strumento operativo, improntato a criteri di oggettività e trasparenza, attraverso cui, da un lato, si rende maggiormente efficace l’azione del Ministero diretta alla tutela del patrimonio archeologico del Paese e, dall’altro, dà certezza ai tempi di esecuzione delle opere pubbliche.”
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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ElenaRatto

La CIA e l'ANA avevano proposto, pubblicato in Archeo News relativo alla Borsa del Turismo archeologico, diverse figure anche in rapporto all'esperienza lavorativa, quale il collaboratore archeologo da campo. L'esperienza lavorativa verrà cancellata con la lista in previsione per il veto della specializzazione o dottorato, posto a chi ha conseguito la Laurea e ha acquisito oltre 10 anni di esperienze lavorative nel settore dell'assistenza archeologica ma non ha gli ulteriori titoli. Spero che verrà tutelato maggiormente chi nella precarietà ha deciso di lavorare per la Cultura, amche se resterà una grande Utopia!


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