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LAVORI PUBBLICI

Campania, incostituzionali le norme sugli appalti

di Paola Mammarella

Cassate procedura negoziata, offerte anomale e avvalimento

Vedi Aggiornamento del 03/07/2009
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12/06/2009 – La Corte Costituzionale richiama la Regione Campania. La Sentenza 160/2009 ha dichiarato l’illegittimità di quattro disposizioni contenute nella Legge Regionale 1/2008 per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Campania, che entra in conflitto con le competenze statali sancite dalla Costituzione.
 
La norma regionale prevedeva il ricorso all’istituto dell’ avvalimento solo per gli appalti sopra la soglia comunitaria. Disposizione in contrasto con il Decreto Legislativo 163/2006 , Codice degli Appalti Pubblici, che si applica anche ai contratti di rilevanza non comunitaria. Secondo la Corte Costituzionale la materia, riferita al principio della tutela della concorrenza, è di esclusiva competenza dello Stato.
 
Sanzionata anche la possibilità di ricorrere alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando nell’anno successivo alla stipula del contratto iniziale nel caso di nuovi servizi analoghi. Chance possibile solo se prevista dal bando originario. Il Codice dei Contratti Pubblici ammette invece il limite di 3 anni. Anche questo caso, rientrante nella tutela della concorrenza, è stato attribuito esclusivamente all’intervento statale.
 
Illegittimo anche l’obbligo di esclusione automatica delle offerte anomale da parte delle Stazioni Appaltanti nei contratti inferiori alla soglia comunitaria, quando il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso. Al contrario, il Codice dei Contratti Pubblici prevede la facoltà e non l’obbligatorietà dell’esclusione. Viene quindi violata la competenza statale in materia di qualificazione e selezione dei concorrenti.
 
In contrasto con la Costituzione anche l’obbligo del concorrente di fornire, durante la verifica delle offerte anomale, informazioni sull’adempimento degli obblighi di sicurezza.
 
Secondo Oberdan Forlenza, Assessore Regionale ai Lavori Pubblici, si tratta di una sentenza ragionevole, che non entra nel merito della legge, ma interessa solo la competenza legislativa, salvaguardando i toni di normale dialettica e il principio di leale collaborazione tra le istituzioni.
 
Qualche preoccupazione sull’incertezza legislativa creata arriva solo dagli enti appaltanti, che temono ricorsi e ritardi nelle procedure. L’Assessore Forlenza ha però spiegato la non retroattività della sentenza, che rende salve le gare già concluse.
 
 
 

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