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NORMATIVA

Piano Casa, in Lombardia la Giunta approva il ddl

di Paola Mammarella

Spazio a sostenibilità ambientale, housing sociale e misure antisismiche, insufficiente la Dia nelle aree a rischio

Vedi Aggiornamento del 10/09/2009
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05/06/2009 – Si delinea con più precisione il Piano Casa della Lombardia. La Giunta Regionale, con la Delibera VIII /9544 del 3 aprile scorso, ha varato le “Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio urbanistico ed edilizio della Lombardia”. Il provvedimento, proposto dal Presidente Roberto Formigoni, di intesa con l’Assessore al Territorio e all’Urbanistica Davide Boni, passerà ora all’esame del Consiglio Regionale, che dovrà valutare le misure del ddl. Data la connotazione di straordinarietà, dovuta alla sfavorevole congiuntura economica in atto, avrà durata limitata. Le domande di intervento dovranno essere presentate entro 18 mesi, decorrenti dal 16 settembre.
 
Interventi ammessi : Sono quattro le tipologie di interventi previsti dal ddl regionale. Il recupero e riutilizzo delle volumetrie abbandonate, appartenenti a strutture ultimate entro il 31 marzo 2005 se situate in aree non destinate ad agricoltura o attività produttive, o precedenti al 13 giugno1980 se collocate su fondi agricoli, potrebbe riguardare tra i 1624 e i 1760 metri cubi, con investimenti fino a 527 milioni di euro. Possibile anche il recupero dei volumi seminterrati per destinazioni accessorie alla residenza o alle attività economiche già presenti nel fabbricato. L’Assessore Boni ha precisato che è consentito intervenire solo sugli edifici esistenti, senza l’utilizzo di nuove aree. Possibile l’ampliamento del 20% per gli edifici mono e bi-familiari, ma anche per quelli tri-familiari non superiori ai mille metri cubi, operazioni che potrebbero movimentare fino a 2,5 miliardi. Via libera anche alla demolizione e ricostruzione degli edifici residenziali e produttivi con bonus volumetrico fino al 30%, che può salire al 35% in presenza di dotazioni arboree pari al 25% del lotto. Ampliamenti e sostituzioni possono essere effettuati con Dia o permesso di costruire.

Emergenza abitativa: Appartiene al ramo dell'housing sociale la quarta tipologia di interventi previsti dal ddl. Approvata la riqualificazione dei quartieri di edilizia residenziale pubblica, con la realizzazione di 3 mila nuovi alloggi grazie a un investimento di 420 milioni di euro, dei quali 280 milioni come cofinanziamento pubblico. Gli ampliamenti di cubatura nei quartieri popolari, subordinati al conseguimento del risparmio energetico, non potranno superare il 40%. Il testo di legge rende inoltre possibile l'accelerazione degli interventi ritenuti prioritari tramite decreto del Presidente di Giunta.
 
Aree sotto tutela : Restrizioni per gli interventi in centri storici, parchi e aree naturali. Potranno essere sostituite, previo parere delle Commissioni regionali per il paesaggio, solo le costruzioni non coerenti con le caratteristiche storiche, architettoniche, paesaggistiche e ambientali. Intoccabili le aree naturali, mentre nei parchi sarà applicata la riduzione di un terzo dell’incremento massimo consentito per gli edifici esistenti. I fabbricati esistenti potranno quindi essere ampliati del 13,3%; il premio in caso di demolizione sarà invece del 20%.
 
Sicurezza : Spazio alle misure antisismiche, soprattutto nelle zone a rischio. Dove non sarà possibile procedere agli interventi con la semplice Dia, rendendo necessario il permesso di costruire. I Comuni potranno poi individuare le aree del proprio territorio non soggette all’applicazione della legge. Restano esclusi dalla possibilità di riqualificazione gli edifici abusivi.
 
Sostenibilità ambientale : Gli interventi di ampliamento devono essere associati a una riduzione del 10% del fabbisogno energetico per la climatizzazione invernale, percentuale che sale al 30% per la sostituzione degli immobili.
 
Impatto economico : Per gli aumenti volumetrici si prevedono investimenti pari a 5,8 e 6,5 miliardi di euro, attivabili nei prossimi diciotto mesi. L’incremento dell’occupazione potrebbe invece coinvolgere 30 mila unità, impegnate nei lavori di riqualificazione per i due anni di applicazione della legge. Il risparmio in termini di energia è invece valutabile in 44 milioni di euro annui.

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