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Piano Casa, in Umbria le norme si sdoppiano

di Paola Mammarella

Diritti edificatori, premialità, perequazione e compensazione stralciate dal ddl per il territorio

Vedi Aggiornamento del 25/09/2009
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16/06/2009 – È in fase di assestamento la versione del Piano Casa umbro. Dal disegno di leggeper il governo e la pianificazione del territorio, che prevede anche norme sugli ampliamenti edilizi, verrà stralciata tutta la parte relativa ai diritti edificatori, con particolare riferimento ai concetti di premialità, perequazione e compensazione, contenuti negli articoli dal 31 al 46.  
 
Il loro contenuto verrà però riproposto con un disegno di legge separato , da approvare entro questa legislatura, così come annunciato dalla presidente della Giunta regionale Maria Rita Lorenzetti. Gli emendamenti definiranno meglio il ruolo prettamente programmatorio della Regione, distinguendolo da quello di copianificazione di Province e Comuni. Due strumenti distinti per la pianificazione territoriale quindi. Da una parte il Dst, Disegno strategico territoriale, dall'altra il Ppr, Piano paesaggistico regionale.
 
La novità sostanziale consiste nel prevedere forme di raccordo istituzionale nei territori confinanti con altre regioni, in base a un ruolo definito degli enti direttamente interessati.
 
L’ obiettivo , assicura il Governatore Lorenzetti, è quello di portare il provvedimento in aula nel più breve tempo possibile, per evitare che la scadenza fissata al prossimo 30 giugno possa far scattare i poteri sostitutivi del Governo nei confronti della Regione.

Con questo assetto normativo la Regione mira a diventare un laboratorio di sostenibilità e gestione del territorio, con una attenzione particolare a sicurezza, funzionalità degli insediamenti e qualità del paesaggio. La gestione del territorio sarà attuata secondo i criteri di sussidiarietà e copianificazione, in modo da assicurare un governo multilivello e condiviso delle risorse.
 
Ricordiamo che il Piano Casa dell’Umbria ammette ampliamenti volumetrici del 20% degli edifici a destinazione residenziale, demolizioni e ricostruzioni con premio di cubatura de 25% da abbinare alla certificazione di sostenibilità ambientale di classe B. La Regione apre anche agli aumenti per gli edifici composti da almeno 8 alloggi, per una superficie totale di 800 metri quadri, con il vincolo di destinare il 50% dell’incremento alla realizzazione di abitazioni non inferiori ai 60 metri quadri, da affittare a canone concordato.
 
Nel caso di demolizione e ricostruzione l’aumento di superficie può raggiungere il 35% se l’intervento riguarda tre edifici compresi in un piano attuativo. Sono inoltre consentiti aumenti di cubatura del 20% per gli edifici a destinazione produttiva oggetto di un piano attuativo su una superficie fondiaria di 2 ettari. Per la semplificazione delle procedure è stato proposto il Pea, Procedimento edilizio abbreviato, con la previsione del silenzio  - assenso entro 60 giorni (Leggi Tutto).

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