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NORMATIVA

Via libera del Cipe al Piano nazionale di edilizia abitativa

di Rossella Calabrese

Contributo statale fino al 50% per gli alloggi a canone sostenibile, fino al 100% per quelli a canone sociale

Vedi Aggiornamento del 24/03/2010
22/06/2009 - Con Delibera dell’8 maggio 2009 , il Cipe ha dato parere favorevole allo schema di DPCM concernente il Piano nazionale per l’edilizia abitativa.
 
Il Piano Casa – ricordiamo – è previsto dall’articolo 11 del DL 112/2008 , che ne individua le categorie beneficiarie: famiglie e giovani coppie a basso reddito; anziani in condizioni svantaggiate; studenti fuori sede; soggetti sottoposti a sfratto; altri soggetti in possesso dei requisiti di cui all'art. 1 della legge n. 9 del 2007 ; immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno 10 anni in Italia o da almeno cinque anni nella stessa regione.
 
Sullo schema di DPCM (vedi bozza) è stato siglato un accordo tra il Governo e le Regioni ( leggi tutto ) che prevede, tra l’altro, l’impegno delle parti a integrare l’importo stanziato per l’avvio degli interventi di edilizia residenziale pubblica in modo da ricostituire, entro il 2009, la dotazione del Piano straordinario di edilizia approvato con il DM 28 dicembre 2007 del Ministro delle infrastrutture( leggi tutto ). 

La Delibera illustra i contenuti del Piano Casa che, tramite la costruzione di nuove abitazioni o il recupero di quelle esistenti, mira a incrementare l’offerta di abitazioni da destinare prioritariamente alle suddette categorie di beneficiari.

Il Piano si articola in sei linee di intervento :
a) sistema integrato nazionale e locale di fondi immobiliari che contribuiscano a incrementare la dotazione di alloggi sociali, come definiti dal decreto 22 aprile 2008 ;
b) incremento del patrimonio abitativo pubblico con risorse derivanti anche dall'alienazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica;
c) promozione finanziaria, anche ad iniziativa di privati;
d) agevolazioni a cooperative edilizie;
e) programmi integrati di promozione di edilizia anche sociale;
f) interventi di competenza degli ex IACP o dei Comuni compresi nel Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica approvato con DM 28 dicembre 2007, che siano immediatamente fattibili e ubicati nei Comuni dove è più alta la domanda di alloggi sociali.
 
Le linee da b) ad e) vengono realizzate mediante appositi accordi di programma o con le procedure della “ Legge Obiettivo ”. Gli alloggi realizzati o recuperati attraverso le suddette linee di intervento possono fruire di un contributo statale:
- fino al 30% del costo se locati ad un canone non superiore a quello definito con il decreto 22 aprile 2008 (canone sostenibile), per una durata di 25 anni o comunque non inferiore a 10 anni, nel caso di alloggi locati con patto di promessa di vendita;
- fino al 50% se locati a canone sostenibile per più di 25 anni;
- fino al 100% per gli alloggi a canone sociale.
 
Per quanto riguarda gli aspetti finanziari , ai sensi dell’art. 11 del Dl 112/2008, viene istituito un apposito Fondo nel quale confluiscono:
- le risorse di cui all'art. 1, comma 1154, della legge 296/2006 (Finanziaria 2007);
- le risorse previste dagli articoli 21 e 21-bis, ad eccezione di quelle già impegnate dagli enti destinatari, e di cui all'art. 41 del Dl 159/2007 (Decreto fiscale collegato alla Finanziaria 2008);
- le risorse di cui all'art. 3, comma 108, della legge 350/2003 (Finanziaria 2004).
 
Al Fondo possono inoltre confluire le risorse del “ Fondo infrastrutture ” previsto dall’art. 18 del Dl 185/2008 (decreto anticrisi convertito dalla legge 2/2009), nonchè quelle messe a disposizione dalle Regioni a valere sul Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS) .
 
Quanto all’entità complessiva delle risorse provenienti dalle suddette fonti di finanziamento, lo schema destina:
- fino a 150 milioni di euro al sistema integrato di fondi immobiliari di cui alla lettera a);
- fino a 200 milioni alla lettera f);
- le “ risorse residue ” alle linee di intervento di cui alle altre lettere.
 
I 150 milioni di euro assegnati al sistema integrato di fondi immobiliari, qualificati “chiusi”, devono essere impiegati anche per l’incremento della dotazione di “alloggi sociali” e le quote di tali fondi possono essere sottoscritte solo da investitori istituzionali di lungo termine. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore del DPCM approvativo del Piano un apposito gruppo di lavoro interministeriale deve indicare i requisiti dei regolamenti dei fondi.
 
Nell’esprimere parere favorevole, il Cipe invita il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti a trasmettere entro il 31 dicembre 2009 una stima delle risorse pubbliche, private e non profit , complessivamente attivabili per il Piano casa, a richiedere ad ogni Regione di comunicare i criteri utilizzati per il riparto delle risorse tra le categorie di beneficiari e a formulare, entro il 31 dicembre 2009, una proposta volta ad individuare un parametro omogeneo tra Regioni per l’accesso al beneficio abitativo da parte dei nuclei familiari a basso reddito, una soglia di reddito anche per gli studenti fuori sede e per i soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio e i limiti anagrafici per le giovani coppie e gli anziani.
 
 
Ricordiamo infine che, con la Delibera dell’8 maggio scorso, il Cipe ha sbloccato 200 milioni di euro per il social housing regionale e 150 milioni da versare sul fondo voluto da Tremonti, nel quale sarà coinvolta anche la Cassa Depositi e Prestiti. Entro la fine dell’anno la CdP potrebbe essere pronta per sostenere i piani di edilizia sociale (leggi tutto).
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