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Zanchi riqualifica l'area ex Lanerossi a Dueville
RISULTATI

Zanchi riqualifica l'area ex Lanerossi a Dueville

di Rossella Calabrese

Sede dell'intervento un sito ampio circa 54.000 mq

09/06/2009 – Il Comune di Dueville (Vi) ha reso ufficialmente noti gli esiti del concorso di progettazione per la riqualificazione urbanistica e architettonica dell’area cittadina detta ex Lanerossi e del contiguo Parco “Baden Powell”.
 
Lanciata nel 2008, la competizione si è conclusa con la vittoria del team guidato dall’architetto veneziano Jacopo Zanchi. I gruppi dell’ing. Marco Facchini (Pordenone) e dell’arch. Giorgio Santagostino (Milano) hanno invece rispettivamente conseguito il titolo di secondo e terzo classificato.
 
L’intervento si concentrerà su un’area di destinazione estesa su quasi 54.000 mq, dei quali 37.000 mq circa del complesso industriale Lanerossi e 17.000 mq del parco Baden Powell.
 
La proposta vincitrice prevede il recupero dei vecchi magazzini per filati e tessuti (ora deposito comunale) e dell’ex abitazione del dirigente Lanerossi (ora sede dell’Ufficio Tecnico Comunale), rispettivamente collocati sulle estremità nord e sud dell’asse centrale originario dell’area. Il valore storico e formale delle architetture e la facilità nella rifunzionalizzazione dei moduli spaziali fondativi  – distribuiti principalmente per campate lineari - hanno rappresentato le ragioni primarie della scelta conservativa. Sono inoltre preservati diversi muri di definizione, poiché, spiegano i progettisti “costituiscono un riverbero delle principali architetture presenti ed una trama a cui riferirsi nell’intessere nuove relazioni tra gli spazi”. Oggetto di tutela e valorizzazione è anche l’antica ciminiera, individuata come perno visivo e cerniera dell’intera area rigenerata e come memoria storica della vocazione industriale del territorio.
 
L’ossatura distributiva del complesso si sviluppa attorno a due percorsi che attraversano l’intera area d’intervento. Il primo è una nuova galleria pedonale coperta, che sorge in coincidenza della fascia mediana est-ovest dell’ex lanificio ovvero in corrispondenza delle due campate che nella struttura originaria dividevano il reparto tessitura da quello della filatura. La fascia serve diverse funzioni pubbliche (una scuola materna, biblioteca, auditorium, poliambulatorio ULSS, uffici comunali, negozi e una scuola elementare) fino ad arrivare alla spina di parcheggi lungo la vicina linea ferroviaria. Il secondo itinerario ha natura carrabile e “taglia” il complesso lungo l’asse nord-sud, accompagnato da una serie di posti auto lungo la porzione occidentale dell’area.
 
Due le nuove aree residenziali previste dal progetto. Nel comparto a sud sorge una volumetria a cortina posta lungo il fronte stradale, distribuita su due edifici a “L”, ospitanti a pian terreno funzioni commerciali, e un volume di testa, a chiusura della sezione stradale in prossimità delle ex abitazioni degli operai Lanerossi. Tutti i fabbricati sono distribuiti su tre piani fuori terra e uno seminterrato.
 
In risposta alla complessità e alla frammentazione urbanistica dell’area di destinazione (caratterizzata dalla presenza di rete ferroviaria, l’ex lanificio a sud e un rado tessuto residenziale a nord) il nuovo comparto residenziale situato a nord dell’area recupera la serialità degli alloggi operai e costituisce una mediazione tra le ermgernze architettoniche dell'intorno. “Un sistema di edifici in linea paralleli tra loro si distribuisce nell’area con orientamento, con materiali e con coperture a due falde asimmetriche mutuati dalla vicina architettura industriale. Ciascun edificio gode di spazi verdi privati attrezzati con pergolati (lato Sud), alcuni alla quota della strada, altri ricavati con coperture a verde sopra i parcheggi posti al seminterrato e comuni a due edifici. Un basamento continuo identifica l’intero comparto come un sistema compatto, benché dotato della sua percorribiltà interna che assicura il collegamento con i percorsi esterni in una varietà di spazi e prospettive visuali”, si legge nella relazione illustrativa del progetto.
 
Diverse le soluzioni sostenibili previste all’interno del complesso - i cui nuovi edifici residenziali godono di un prevalente orientamento est-ovest. Tra di esse l’inserimento di tegole fotovoltaiche sulle coperture dell’ex lanificio e delle nuove abitazioni, l’utilizzo di sistemi di riscaldamento a pavimenti radianti, un sistema di ventilazione controllata e un impianto geotermico. Un sistema di serbatoi consente ai servizi tecnologici interni dell’edificio e ai giardini esterni di sfruttare l’acqua piovana raccolta sulle coperture dei fabbricati, nell’irrigazione degli spazi verdi, nel lavaggio delle pavimentazioni, negli scarichi dei servizi igienici, con un conseguente contenimento dell’approvvigionamento idrico da rete urbana. “In questo sistema il biolago o lago di fitodepurazione previsto nel parco Baden Powell svolge funzioni di purificazione attraverso le piante acquatiche e i microrganismi che vi prolificano”, spiegano i progettisti del gruppo.
 
Nelle motivazioni ufficiali fornite dalla giuria in merito all’attribuzione del primo premio si legge: “La Giuria ha considerato l'interesse complessivo della proposta, apprezzandone la capacità di integrare le problematiche del recupero con quelle dell'innovazione tecnologica. Ne ha apprezzato il disegno di insieme, anche per le componenti legate alla sostenibilità ambientale, sia per ciò che riguarda il recupero e il trattamento delle acque, sia per le soluzioni riguardanti il risparmio energetico (soluzioni estese tanto ai fabbricati da recuperare che a quelli di nuova concezione). Relativamente agli interventi sulla fabbrica, la Giuria ha valutato assai positivamente le soluzioni proposte per l'inserimento dei nuovi manufatti all'interno della trama storica, destinati ad ospitare palestra ed auditorium, risolti con linguaggi originali, ancorché legati ad un contesto prettamente industriale”.
 
Al team guidato da Zanchi va un premio di 12.000 euro, mentre al 2° e al terzo classificato delle somme rispettivamente pari a 6.000 e 4.000 euro. La giuria ha inoltre ritenuto meritevoli di segnalazione i progetti di:  Veneto Progetti SCRL (arch. Sergio Vendrame) di San Vendemmiano (TV), con arch. Valeria Polizzi, Knowcoo SRL (arch. Roberto Canella) e arch. Bruno Dolcetta;  Bandiera Architetti SRL (arch. Francesco Bandiera), di Treviso; arch. Tommaso Gasparini di Altivole (TV), con arch. Alessandro Martini e arch. Marcello Pagnan.
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