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Alvisi Kirimoto per l’Accademia di Belle Arti di Napoli
ARCHITETTURA

Alvisi Kirimoto per l’Accademia di Belle Arti di Napoli

Cantiere al via per i lavori di restauro del teatro

Vedi Aggiornamento del 15/09/2009
15/07/2009 – Lo studio di architettura Alvisi Kirimoto + Partners di Roma, per incarico dell’Accademia di Belle Arti di Napoli – diretta da Giovanna Cassese e presieduta da Sergio Sciarelli - ha sviluppato il progetto per la rifunzionalizzazione del Teatro dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, luogo simbolo di una didattica d’eccellenza.
L’iniziativa in corso si realizza grazie ad un finanziamento ad hoc del Miur- AfaM (Ministero dell’istruzione, dell’università, della ricerca Alta formazione artistica e musicale) e ad una convenzione con il Provveditorato alle opere pubbliche di Napoli. E’ finalizzata a dotare il teatro per esprimere la sua centralità rispetto ad una moderna didattica delle discipline dello spettacolo,
specie per la celebre scuola di Scenografia ricca di tradizione e di futuro. Un teatro funzionale alla didattica, alla ricerca e alla produzione, ma anche un teatro vero e proprio aperto alla città, luogo emblematico delle sinergie che l'Accademia saprà creare con il mondo dello spettacolo, trait d'union tra il momento della formazione e il mondo della professione.
Il cantiere è stato aperto l’1 luglio 2009.
 
Riferimento fondamentale per lo studio delle arti nell’Italia meridionale sin dalla metà del XVIII secolo, l’Accademia di Belle Arti di Napoli ha sede nell’insula di Costantinopoli in un edificio monumentale del XVII secolo, l’ex convento di San Giovanni delle Monache.
Il teatro dell’Accademia è ubicato nell’ala sinistra del complesso e si affaccia su un bellissimo chiostro a giardino dell’antico edificio religioso attorno al quale si sviluppa l’intero blocco volumetrico della costruzione.
 
L’intervento di restauro richiede allo studio Alvisi Kirimoto + Partners di sviluppare due percorsi progettuali sul piano della ricerca tecnica e architettonica. Da un lato, il progetto di ripristino è proteso alla creazione di un luogo perfetto per la voce naturale, ovvero un teatro dove, in maniera tradizionale e senza amplificatori elettrici, l’attore possa entrare in contatto diretto con lo spettatore.
Dall’altro lato, il progetto interviene nel rispetto del carattere storico dell’edificio, lasciando nel contempo spazio alla sensibilità e alla creatività degli architetti.
Attraverso l’acquisizione della ricchezza del luogo, dell’architettura e della sua storia si è giunti ad una rielaborazione in chiave contemporanea e tecnicamente sostenibile.
 
Gli interventi
Il restauro ruota intorno agli spazi della scena e della platea per estendersi al foyer e alle aree di passaggio e di servizio per il pubblico e gli attori. I punti principali dell’intervento prevedono la rimozione delle strutture aggiunte in maniera eterogenea nel corso degli anni, la ridefinizione estetica degli interni attraverso materiali e colori, il miglioramento delle prestazioni acustiche della sala, la creazione di una platea con una visibilità ottimale, la riapertura delle finestre esterne in corrispondenza del modulo centrale, l’adeguamento impiantistico e la riorganizzazione della zona di
servizio al palco.
 
L’acustica
Nell’area della platea verranno rimosse le chiusure murarie e saranno ripristinati i grandi finestroni ad arco, ricollegando visivamente lo spazio con gli esterni dell’Accademia e con la città. La rimozione del vecchio controsoffitto valorizzerà il cassettonato originale. I nuovi pannelli acustici del soffitto, le cui sagome derivano dal disegno delle grandi finestre, saranno concepiti come foglie in legno grigio che assecondano la curva acustica e libereranno la vista del cassettonato superiore
preesistente regalando al volume una nuova ricchezza spaziale, rendendolo unico e ricollegandosi all’idea architettonica di Enrico Alvino, architetto neorinascimentale e docente presso l’Accademia cui si deve il ripensamento dello spazio conventuale ottocentesco per adattarlo alle esigenze di un luogo di formazione per gli artisti.
Di notevole effetto sarà la resa prospettica del soffitto, dove la movimentazione della pannellatura acustica sarà evidenziata dagli effetti della luce proiettata sulla superficie della curva acustica. Perroquet a sospensione saranno dislocate tra i pannelli per consentire l’illuminazione della platea. L’idea di una matrice geometrica in grado di riprodursi all’infinito è il risultato del rapporto rigoroso e visuale tra il soffitto esistente e quello sospeso di nuova costruzione, che lascerà intravedere in maniera curiosa il cassettonato originale.
Anche la pannellatura acustica posta nell’arco sul lato opposto al palcoscenico si ispirerà al disegno delle grandi finestre laterali ed assolverà alla funzione di riflettere il suono in modo appropriato. La silhouette della pannellatura ricorderà la precedente finestratura che proprio in questo punto metteva in comunicazione questa sala con quella adiacente.
 
La visibilità
Oltre al miglioramento acustico della platea, il progetto punta anche a migliorare la visibilità del palco per gli spettatori, attualmente non ottimale. La pedana e il pavimento esistenti saranno rimossi per realizzare un unico impalcato di platea. Le sedute, collocate a posti sfalsati, offriranno vista libera sul palco grazie alla creazione di scalini.
 
Platea e palcoscenico
L’impatto generale della sala di platea esalterà il nuovo gesto architettonico distinguendolo storicamente, percettivamente e tecnicamente. I piani orizzontali, ovvero soffitto e pavimentazione della platea, si distingueranno cromaticamente dalle pareti bianche in maniera da sembrare staccati, quasi sospesi. La platea quasi in modo liquido lambirà il proscenio e le finestre laterali individuando chiaramente l’area destinata al pubblico. Si creerà quindi un concetto di vasca scura che termina
prospetticamente nel palcoscenico, partendo dall’uso del rovere grigio per il pavimento a doghe della platea, risalendo fino ai pannelli della boiserie, alle pareti e ai mobiletti che nasconderanno le apparecchiature di climatizzazione. Nella zona del palco saranno invece mantenuti i colori esistenti, ripristinando i capitelli verniciati in bianco e oro.
 
L’estetica
Analizzando i materiali e i colori esistenti all’interno della struttura - il marmo di Carrara e il bardiglio a pavimento, le pareti caratterizzate dalle enormi arcate bianche, il grigio della pietra dei davanzali del teatro, i capitelli in oro e gli elementi decorativi, - Alvisi Kirimoto + Partners ha impostato la nuova linea guida estetica per gli interni, scegliendo il legno come elemento caratterizzante di gran parte dell’intervento. Il legno di rovere grigio, prima sbiancato e poi dipinto, diventerà così il materiale dominante del progetto, ottimale per la platea, i pannelli di tamponamento e il controsoffitto.
 
Altre aree
Lo studio di architettura Alvisi Kirimoto + Partners ha anche svolto uno studio approfondito sulle particolarità che caratterizzano la zona di servizio laterale al palco. E’ prevista una nuova distribuzione dei servizi igienici e delle vie di accesso al palco, alla platea e alle varie aree di servizi per il pubblico e per gli attori, separandone il flusso.
 
A completare l’opera di rifunzionalizzazione del teatro dell’Accademia di Belle Arti di Napoli realizzata da Alvisi Kirimoto + Partners si inserisce, all’interno dell’arcata di fondo del foyer, un piccolo desk con guardaroba rivestito a filo con legno di rovere grigio scuro, diventando l’unico piano verticale a non essere bianco e quindi esaltando l’area.
© Riproduzione riservata

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