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LAVORI PUBBLICI

Appalti, CdS su trattativa privata e tempi stretti

di Paola Mammarella

Il mancato ricorso alla gara pubblica non si giustifica con l’urgenza

Vedi Aggiornamento del 11/09/2009
03/07/2009 – La trattativa privata per l’affidamento di un lavoro o servizio non può essere giustificata dai tempi stretti, incompatibili con l’esperimento di una gara pubblica. Lo ha affermato il Consiglio di Stato con la Sentenza 3903/2009 del 16 giugno scorso.
 
Non è stata accettata l’affermazione della Stazione Appaltante secondo la quale in base alla natura tecnica dell’appalto l’inserimento di altri soggetti, rispetto a quelli che già svolgevano l’attività, sarebbe risultato difficoltoso.
 
Il Tar prima e il Consiglio di Stato poi si sono pronunciati anche in merito all’inapplicabilità del Decreto Legislativo 267/2009 sull’ordinamento degli Enti Locali. La mancanza di tempo non legittima infatti la trattativa privata con un unico operatore.
 
La trattativa privata può essere ammessa nel caso in cui le reti, gli impianti e le altre dotazioni siano di proprietà di soggetti diversi dagli Enti Locali. Nella fattispecie esaminata dal Consiglio di Stato non sono però stati chiariti i motivi tecnici per evitare di ricorrere alla gara.
 
L’affidamento diretto non è giustificabile se si considera il servizio come un’estensione limitata di un lavoro o servizio già appaltato attraverso concorso e neanche se, data la complessità, può risultare sconsigliabile il cambio dell’operatore economico.
 
Secondo il CdS, infine, l’Ente non ha evidenziato le caratteristiche che avrebbero potuto giustificare l’affidamento ad un unico operatore. Che, al contrario, sono state indicate con eccessiva genericità.
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