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NORMATIVA Abusi edilizi, a quanto ammonta la multa alternativa alla demolizione?
LAVORI PUBBLICI

Imprenditori e sindacati edili a Palazzo Chigi

di Rossella Calabrese

L’Ance chiede una task force per accelerare l’apertura dei cantieri

Vedi Aggiornamento del 18/05/2010
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15/07/2009 – Domani alle ore 15.30 le Organizzazioni Imprenditoriali e Sindacali del settore edile saranno ricevuti a Palazzo Chigi per discutere con il Governo delle problematiche e delle prospettive del settore delle costruzioni. L’incontro era stato annunciato il 16 maggio scorso dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in occasione degli Stati Generali delle Costruzioni ( leggi tutto ).
 
All’incontro parteciperanno:
On. Giulio Tremonti - Ministro dell'Economia e delle Finanze
Sen. Altero Matteoli - Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
On. Stefania Prestigiacomo - Ministro per l'Ambiente e la Tutela del territorio e del mare
Sen. Maurizio Sacconi - Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali
On. Claudio Scajola - Ministro dello Sviluppo Economico
On. Raffaele Fitto - Ministro per i Rapporti con le Regioni


E intanto ieri, nel corso della riunione del tavolo programmatico al quale ha partecipato un’ampia delegazione di imprese e istituzioni del settore e nella quale è stato illustrato il lavoro svolto dal Ministro delle Infrastrutture e i programmi futuri, L'Ance, Associazione nazionale dei costruttori edili, insieme a Confindustria, ha chesto al Ministro Altero Matteoli di istituire una  task force per accelerare l’apertura dei cantieri
  
“Un incontro, quello di oggi, molto positivo e che dimostra la volontà del governo di sostenere la ripresa delle costruzioni e di sfruttare al meglio la loro funzione anticiclica”, ha sottolineato il Presidente dell’Ance Paolo Buzzetti, che dopo l’incontro con Matteoli, domani sarà ricevuto a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Berlusconi e dai ministri interessati insieme a tutti i firmatari del Manifesto degli Stati Generali della categoria.
 
Tra i temi al centro della riunione:
- il regolamento di attuazione del Codice dei contratti pubblici;
- l’approvazione di un metodo per la stabilizzazione del valore economico dei contratti;
- l’istituzione di white list presso le prefetture per prevenire infiltrazioni mafiose negli appalti;
- la modifica del patto di stabilità e soprattutto i meccanismi di attuazione dei finanziamenti di grandi, medie e piccole opere, come previsti dalle ultime due delibere Cipe.
A questo proposito il presidente Buzzetti e il vicepresidente di Confindustria, Cesare Trevisani, hanno insistito sulla necessità di prevedere meccanismi di accelerazione dei finanziamenti in atto per far sì che i primi cantieri possano partire già nei prossimi mesi.
 
“L’importante è fare in fretta”, hanno ribadito entrambi. Necessità pienamente condivisa dal Ministro Matteoli che avrebbe allo studio delle iniziative in materia.


E un nuovo allarme arriva dall’Osservatorio Feneal-Uil . “Un salasso da oltre 150mila posti di lavoro nel 2009 – si legge in un comunicato – che sta assumendo le proporzioni di una emergenza occupazionale e produttiva da affrontare senza più rinvii. È forte il rischio di una pericolosa e profonda flessione del settore che emerge dalle rilevazioni nelle grandi città dell’Osservatorio Feneal-Uil/Cresme. Il settore delle costruzioni sta pagando ora gli effetti della recessione sia con una forte contrazione di ore lavorate che nelle grandi città registra un calo del 12,3%, sia con una decisa flessione dell’occupazione (grandi città: -6,5%). L’irruzione del segno meno nella attività edilizia è ormai generalizzata e fa prevedere in assenza di interventi rapidi e coordinati un peggioramento nella seconda parte dell’anno soprattutto dal punto di vista occupazionale e di chiusura di PMI.
È fondamentale che il governo affronti come una priorità le difficoltà del settore che sono ormai una emergenza nazionale. Si esca dunque dal rito degli annunci, puntando invece su politiche concrete basate su decisioni reali di finanziamenti e su tempi certi con scelte progettuali in grado di garantire al settore un ruolo effettivamente anticiclico.
Il rischio grave che la Feneal porrà al tavolo del confronto con il Governo non è solo quello di una salasso occupazionale che potrebbe trascinarsi nel 2010, ma anche di inserirsi nella auspicata ripresa economica internazionale con un paese ancora più debole e sempre povero di infrastrutture fondamentali per la crescita e la modernizzazione”.

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