Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Superbonus, Ance: per un condominio servono 18 mesi e 36 procedure
RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, Ance: per un condominio servono 18 mesi e 36 procedure
LAVORI PUBBLICI

Piano Casa, proposte misure senza limiti di tempo

di Paola Mammarella

Finco: omogeneità territoriale degli interventi per maggiore efficacia

Vedi Aggiornamento del 13/10/2009
Commenti 3961
10/07/2009 – Finco , Federazione che rappresenta le Industrie ed i Sistemi per le Costruzioni e Manutenzioni edili e stradali, torna a pronunciarsi sul Piano Casa. Contrariamente alla strada intrapresa dalle Regioni, che stanno approvando norme a termine, propone misure permanenti per consentire un approccio più equilibrato alla manovra, che coinvolge quasi un quarto della popolazione italiana.
 
Sono tre le anime del Piano Casa. Oltre all’ housing sociale del DL 112/2008, finanziato con 350 milioni di euro, ci sono gli ampliamenti volumetrici del 20% e del 35% previsti dall’accordo Governo Regioni del 31 marzo scorso.
 
Manca il decreto di semplificazione , con ripercussioni negative sull’omogeneità dei provvedimenti. Le norme regionali finora approvate o in fase di studio appaiono infatti molto diversificate rispetto alla bozza di DL governativo. Aspetto che, ferma restando la potestà legislativa esclusiva riconosciuta dalla Costituzione alle Regioni in materia di edilizia e urbanistica, può comportare disparità nelle possibilità dei cittadini.
 
Secondo Finco le stime sulle ricadute del Piano Casa di 20 miliardi e 200 mila posti di lavoro vanno riviste al ribasso a causa della disomogeneità e della mancata tempestività nell’attuazione del provvedimento d’urgenza.
 
Nel 2010, grazie alle misure adottate, si potrà assistere a una ripresa del settore. Per rendere permanente gli incrementi di manodopera sarebbe però necessaria la durata illimitata di ampliamenti e rottamazione degli edifici.
 
Finco critica anche l’aver legato all’ emergenza Abruzzo l’aumento delle cubature, che deve comunque rispettare le norme antisismiche. Nell’ambito della ricostruzione è stata prevista una deroga alla quota subappaltabile contenuta nel Codice dei Contratti Pubblici, causa spesso delle cattive costruzioni. La richiesta di estensione del bonus del 55% alla riqualificazione antisismica avanzata dalle Regioni ha poi contribuito a fermare l’iter del decreto.
 
Il cuore del Piano Casa dovrebbe essere invece la misura sulla demolizione e ricostruzione con premio volumetrico dal momento che, oltre a non prestarsi ad irregolarità fiscali, consente la sostituzione di edifici fatiscenti con abitazioni di qualità, attente alla domanda, alla sostenibilità energetica, alla razionalità urbanistica e al consumo di territorio.
 
Inconciliabile con le necessità di sviluppo anche il vincolo della sagoma nella ricostruzione degli edifici abbattuti. La legge 380, Testo Unico sull’urbanistica, così come i successivi regolamenti e circolari hanno chiarito che può essere equiparato a ristrutturazione edilizia l’abbattimento con ricostruzione a parità di volumetria e di sagoma. Il vincolo della sagoma non potrà però essere rispettato nel caso di abbattimento e ricostruzione con premio volumetrico del 35% o superiore, come previsto da qualche ddl regionale.
 
Proposto anche il cambiamento della maggioranza richiesta per gli abbattimenti e ricostruzioni all’interno dei condomini . Secondo Finco il passaggio dall’unanimità alla maggioranza qualificata sarebbe utile soprattutto alla riqualificazione energetica

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Superbonus 110%, come sta andando e cosa ci aspetta? Leggi i risultati