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Piano Casa, in Sardegna ok della Giunta Regionale

di Paola Mammarella

Tutelata la costa fino a 300 metri dal mare, attenzione a disagio abitativo e non residenziale

Vedi Aggiornamento del 21/12/2009
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21/07/2009 – È arrivato il sì della Giunta Regionale della Sardegna sul Piano Casa. Giovedì 16 luglio, con la Delibera 33-5/2009 , è stato raggiunto l’accordo sul ddl recante “Disposizioni straordinarie per il sostegno dell'economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo”.
 
Obiettivi : Oltre a dare attuazione all’accordo raggiunto il primo aprile tra Governo e Regioni, il disegno di legge mira a risolvere il disagio abitativo, introducendo misure per la semplificazione delle procedure nel settore edile e risolvendo i problemi inerenti alla pianificazione paesaggistica, emersi durante le conferenze territoriali terminate il 30 giugno.
 
L’introduzione di nuove categorie di tutela, come i beni identitari e i centri matrice, senza tener conto delle peculiarità territoriali, ha determinato situazioni di incertezza per gli operatori del settore edilizio, agricolo e turistico, impedendo l’attuazione dei piani paesaggistici.
 
Struttura del ddl : Il disegno di legge per il rilancio delle costruzioni si articola in diciassette articoli e tre titoli. Il primo riguarda le disposizioni straordinarie per la riqualificazione ed il rinnovo del patrimonio edilizio esistente e disciplina l’applicazione ponderata e graduale degli incrementi volumetrici in relazione alle valenze paesaggistiche, naturalistiche, storiche e culturali che il territorio, privilegiando gli interventi di sostituzione del patrimonio edilizio di modesta qualità architettonica e tecnologica. Il secondo titolo è inerente alle disposizioni in materia di pianificazione paesaggistica, accogliendo quindi richieste di modifica del PPR avanzate dagli Enti Locali. Nel terzo sono indicate le disposizioni finali, finanziarie e l’entrata in vigore.
 
Misure adottate : Confermata la tutela delle coste, sulle quali grava il vincolo dell’assoluta inedificabilità nel limite del 300 metri. Prevista la riqualificazione e il rinnovamento del patrimonio edilizio per migliorare la qualità residenziale, architettonica, paesaggistica e l’efficienza energetica delle costruzioni. Gli ampliamenti sono concessi in base alle caratteristiche e alla rilevanza paesaggistica delle zone.
 
Immobili a uso non residenziale : Ammessi incrementi volumetrici anche sugli immobili a uso agrosilvopastorale e turistico-ricettivo, graduati in base alla distanza dalla costa. Nella fascia dei 300 metri dal mare non è possibile l’aumento di posti letto e deve essere particolarmente curato l’inserimento nel contesto paesaggistico. Possibile la sostituzione edilizia per gli immobili produttivi, a patto che se ne migliori efficienza energetica e qualità architettonica, ma anche l’eliminazione degli edifici non coerenti, presenti sulla costa, e meccanismi di premialità collegate con il miglioramento complessivo dell’apparato urbano, che può avvalersi anche dell’acquisizione gratuita al patrimonio pubblico di aree da destinare a finalità pubbliche.
 
Esclusioni : Gli interventi non possono essere effettuati sui fabbricati privi di titolo abilitativo, di interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. La modifica della destinazione d’uso è ammessa solo se compatibile con le previsioni degli strumenti urbanistici comunali. Viene poi istituita la Commissione regionale per il paesaggio e la qualità architettonica, che fornisce un supporto tecnico-scientifico e si pronuncia in merito ai lavori nelle aree di particolare pregio.
 
Ridotti gli oneri accessori inerenti alla prima abitazione. Al contrario vengono aumentati quelli di incremento, demolizione e ricostruzioni riferiti ad alloggi secondari. Nel caso in cui non siano rispettati i tempi di ultimazione dei lavori cresce il costo di costruzione complessivo.
 
Semplificazioni : Per gli interventi che non comportano aumenti volumetrici è sufficiente una comunicazione all’Amministrazione. Necessaria la Dia per i lavori di ampliamento, mentre resta la concessione per quelli rientranti nella fascia dei 300 metri dal mare.

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