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NORMATIVA

Piano Casa, la Lombardia approva la legge definitiva

di Paola Mammarella

Applicazione della norma anche per gli edifici parzialmente residenziali e i quartieri di edilizia pubblica

Vedi Aggiornamento del 03/11/2009
Commenti 34305
15/07/2009 – Approvato dal Consiglio Regionale il Piano Casa lombardo, che diventa legge dopo due rinvii. Dopo l’approvazione in Giunta Regionale , il testo aveva subito diverse proposte di emendamento. Solo nell’ultima seduta l’opposizione ne ha presentate 200, seguite da altre 10 elaborate dall’Assessore al Territorio Davide Boni.

Sarà possibile l'applicazione della norma agli edifici parzialmente residenziali e a quelli non residenziali ubicati in zone a prevalente destinazione residenziale. Le nuove costruzioni dovranno avere un uso esclusivamente residenziale, senza poter beneficiare dei premi volumetrici.

Le altezze non potranno essere superiori al valore massimo tra quello esistente e quello ammesso  dallo strumento urbanistico in vigore. Prevista la riqualificazione dei quartieri di edilizia residenziale pubblica, con la possibilità di cedere la nuova volumetria ad altri operatori che si impegnano nella realizzazione di alloggi popolari.

Per tutti i lavori dovrà essere presentata la Dia, Denuncia di inizio attività, entro 18 mesi a partire dal 16 ottobre per gli interventi sul patrimonio privato, o il permesso di costruire entro 24 mesi dalla stessa data per la riqualificazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica.

Quattro le tipologie di intervento individuate dalla legge regionale: recupero e riutilizzo di volumetrie abbandonate o sottoutilizzate; ampliamento fino al 20% , e comunque non superiore a 300 metri cubi, del volume complessivo di edifici mono e bifamiliari o di edifici trifamiliari con volumetria fino a 1.000 metri cubi; demolizione e ricostruzione di edifici residenziali e produttivi, con bonus volumetrico sino al 30% del volume preesistente, aumentabile al 35% in presenza di adeguate dotazioni di verde, cioè una dotazione arborea che copra almeno il 25% del lotto; riqualificazione di quartieri di edilizia residenziale pubblica.
 
Apprezzamento dalle associazioni dell’artigianato lombardo per le ricadute del ddl, stimate in 7 miliardi di euro, 30 mila posti di lavoro e un risparmio energetico pari a 45 milioni. Sarebbero coinvolte le piccole e micro imprese del settore edilizio e dell'intera filiera casa, che in Lombardia conta oltre 115 mila aziende artigiane, con oltre 250 mila addetti.
 
Le proposte di modifica miravano a limitare gli interventi di ampliamento degli edifici residenziali, commerciali e industriali nei centri storici e nei parchi, anche se, replica Bordoni, relatore del ddl e componente della Commissione Territorio, il testo ha come obiettivo la sostituzione degli edifici non coerenti con le caratteristiche storico architettoniche. L'opposizione resta però ferma contro l'utilizzazione di nuovo suolo, sostenendo che la soluzione del fabbisogno abitativo della Regione non passa attraverso la realizzazione di mansarde, verende e depandance.
 
Respinte le istanze dei Verdi , che difendevano l’illegittimità del disegno di legge regionale per la deroga alle norme nazionali in vigore.
 
Sei i fronti toccati dagli emendamenti proposti dagli ambientalisti. In primo luogo la restrizione dell’ambito di applicazione della legge alle sole aree urbane degradate, escludendo centri storici e nuclei urbani minori costruiti prima del 1945, eliminando anche la possibilità di deroga ai Piani Territoriali di Coordinamento dei parchi. Giudicata poi troppo vaga la definizione “non coerenti” per i fabbricati situati nei centri storici sui quali si vorrebbe consentire la possibilità di intervento. Chieste anche maggiori cautele per gli interventi in aree agricole e il divieto di estendere il provvedimento agli edifici produttivi. Proposte infine l’eliminazione dei premi aggiuntivi in volumetria per gli interventi che assicurino un “congruo equipaggiamento arboreo” e l’introduzione di una dichiarazione generale per escludere ogni ulteriore consumo di suolo.


PIANO CASA LOMBARDIA IN SINTESI

Provvedimento : Legge Regionale 13/2009del 16 luglio, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n.28, secondo Supplemento Ordinario, del 17 luglio 2009. 
 
Ampliamenti : Sugli edifici residenziali ultimati entro il 31 marzo 2005 sono ammessi aumenti del 20% per la tipologia uni e bifamiliare entro il limite dei 300 metri cubi. Per le tipologie diverse il limite è fissato a 1200 metri cubi.
 
Demolizioni e ricostruzioni : Per gli edifici residenziali ultimati entro il 31 marzo 2005 è consentita la sostituzione con un nuovo corpo edilizio aumentato del 30% a condizione che sia ridotto del 30% il fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale. Ammesso il 35% se si assicura un equipaggiamento arboreo non inferiore la 25% del lotto interessato o la costituzione di quinte arboree perimetrali.
I lavori possono essere effettuati anche nei centri storici e nuclei urbani di antica formazione, esclusivamente sugli immobili non congrui e sentito il parere delle Commissioni regionali.
 
Non residenziale : La sostituzione edilizia con aumento del 30% può coinvolgere anche immobili parzialmente residenziali e non residenziali ubicati in zone a prevalente destinazione residenziale, che possono essere sostituiti con nuovi edifici, destinati esclusivamente a residenza, di volumetria non superiore a quella esistente. L’altezza non potrà essere superiore al massimo tra il valore esistente e quello ammesso dallo strumento urbanistico. Il rapporto di copertura maggiorato fino al 25%.
Demolizioni e ricostruzioni sono possibili anche su edifici industriali e artigianali produttivinelle aree classificate dallo strumento urbanistico comunale a specifica destinazione produttiva secondaria ovvero individuate con delibera dai Comuni entro il termine perentorio del 15 ottobre 2009.
 
Efficienza energetica : L’ampliamento degli edifici esistenti deve comportare una riduzione del 10% del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale, comprovata da un attestato di certificazione energetica. Sono esenti gli edifici di nuova costruzione e quelli i cui consumi sono inferiori alla soglia minima. Per la sostituzione edilizia la riduzione dei consumi deve attestarsi al 30%.
 
Recupero e riqualificazione urbana : Consentito il recupero edilizio e funzionale, senza demolizione e ricostruzione, di edifici in aree destinate all’agricoltura e alle attività produttive, o situati in zone diverse se ultimati entro il 31 marzo 2005. La riqualificazione ammette fini residenziali o accessori, professionali ed economici nel caso in cui a essere recuperate siano volumetrie semi-interrate. Gli edifici con attività economiche in essere al momento dell’entrata in vigore della legge non possono cambiare la destinazione d’uso. Il recupero sugli immobili in area agricola non può superare i 600 metri cubi; gli edifici devono essere assentiti prima del 13 giugno 1980 e destinati ad uso residenziale o ricettivo non alberghiero da parte del proprietario, della famiglia dell’imprenditore o dei dipendenti per attività di servizio compatibili.
 
Quartieri Erp : Previsto il recupero dei quartieri di edilizia residenziale pubblica, esistenti al 31 marzo 2005, da parte dei proprietari pubblici, con la possibilità di aumento volumetrico del 40% da cedere ad altri operatori che si impegnano a realizzare alloggi aggiuntivi. I proventi devono essere investiti per il risanamento energetico e ambientale. Per la realizzazione degli interventi è necessario il permesso di costruire e il rispetto della normativa antisismica.
 
Semplificazione : L’autorizzazione è rilasciata previa presentazione della Dia o richiesta del permesso di costruire entro 18 mesi a decorrere dal 16 ottobre 2009. Oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e costi di costruzione sono commisurati a volumetria o superficie lorda. Il contributo di costruzione è ridotto del 30% e del 50% per gli immobili Erp in locazione.
 
Limiti : Vietato il superamento degli indici fondiari e del rapporto di copertura di più del 50% , nonché il superamento di 4 metri dell’altezza massima .
 
Esclusioni : Gli immobili situati in centri storici e nuclei urbani di antica formazione non possono usufruire degli ampliamenti sulla volumetria esistente. Escluse le aree sottoposte a vincolo di inedificabilità, edifici di particolare rilievo storico e architettonico, edifici realizzati in assenza di titolo o in totale difformità, anche condonati. I Comuni possono procedere ad altre esclusioni o limitazioni.
 
Housing sociale : La riqualificazione con aumento volumetrico delle zone Erp deve essere subordinata alla realizzazione di alloggi aggiuntivi.

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Altri commenti
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giovanni

casa di circa 125mq con giardino di 260 mq posso costruire una depandance di circa 80mq risposta a [email protected] grazie