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Requisiti acustici degli edifici: sospese le norme vigenti

Requisiti acustici degli edifici: sospese le norme vigenti

La legge comunitaria 2008 delega il Governo al riordino della normativa in materia di inquinamento acustico

Vedi Aggiornamento del 29/03/2011
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 29/03/2011
07/07/2009 - È stata approvata lo scorso 23 giugno dalla Camera la Legge comunitaria 2008 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee) che, all’articolo 11, contiene la delega al Governo per il riordino della disciplina in materia di inquinamento acustico.
 
Al fine di attuare la direttiva 2002/ 49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, il Governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi per la riforma delle norme in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico, di requisiti acustici degli edifici e di determinazione e gestione del rumore ambientale.
 
Sono indicati i criteri direttivi per la riforma: l’armonizzazione della legge 447/1995 “Legge Quadro sull'inquinamento acustico” con il Dlgs 194/2005 , recante “Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale” e la definizione dei criteri per la progettazione, l’esecuzione e le ristrutturazione di edifici e infrastrutture, nonché la determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici nel rispetto delle norme comunitarie.
 
In attesa del riordino della materia, la disciplina relativa ai requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera e), della legge 447/1995, non trova applicazione nei rapporti tra privati e, in particolare, nei rapporti tra costruttori-venditori e acquirenti di alloggi sorti successivamente alla data di entrata in vigore della legge comunitaria. La sospensione non si applica, invece, agli obblighi dei costruttori/venditori nei confronti della Pubblica Amministrazione.
 
La sospensione riguarda, di conseguenza, il DPCM 5 dicembre 1997 che, proprio in attuazione dell'art. 3, comma 1, lettera e), della legge 447/1995, determina i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera, al fine di ridurre l’esposizione umana al rumore.
 
Sul vuoto normativo determinato dalla sospensione di queste norme, si è espressa nei giorni scorsi F.I.V.R.A. - Fabbriche Isolanti Vetro Roccia Associate, secondo cui “l’armonizzazione della normativa nazionale con quella Europea non può determinare la modifica dell’unico Decreto vigente in materia di rispetto dei requisiti acustici degli edifici. L’opportunità di riordinare la normativa sull’acustica è un buon obiettivo; tuttavia le disposizioni vigenti, sebbene incomplete e per determinati aspetti discutibili, hanno rappresentato un riferimento per tutta l’industria collegata al settore delle costruzioni. Questo provvedimento crea un caos normativo che può colpire un mercato in crescita in tutta Europa, e la cosa è tanto più grave in un momento in cui il Paese dovrebbe assumere il ruolo di sostenitore dell’impresa italiana” ( leggi tutto ).
 
Dell’intenzione del Governo di riordinare la normativa sui requisiti acustici passivi degli edifici aveva parlato esattamente un anno fa il sottosegretario alle Infrastrutture, Mario Mantovani, in risposta ad una interrogazione alla Camera. Mantovani aveva annunciato l’istituzione di una Commissione ministeriale incaricata di predisporre le modifiche alla disciplina vigente ( leggi tutto ). L’obbligo di conformarsi alla normativa europea ha accelerato i tempi dell’iter procedurale, ma per la nuova normativa occorrerà aspettare ancora sei mesi.
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