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RISPARMIO ENERGETICO

Bonus 55%, semplice per caldaie a condensazione

di Paola Mammarella

Nel ddl sviluppo contraddittorie le disposizioni sulla cogenerazione

Vedi Aggiornamento del 22/04/2010
14/07/2009 – Provocano diversi impatti per la diffusione delle rinnovabili le disposizioni del ddl “Sviluppo ed Energia” 1195 B , che ha registrato l’approvazione definitiva da parte del Senato.
 
Semplificate le procedure per accedere agli incentivi del 55% . Le caldaie a condensazione non avranno più bisogno dell’Aqe, Attestato di qualificazione energetica, e dell’Ace, Attestato di certificazione energetica, per beneficiare del bonus fiscale. È stato quindi rimosso un onere burocratico con un impatto economico di circa 500 o 600 euro. Per SandroBonomi, Presidente di Anima , Federazione della meccanica varia,potrebbero così riprendere le vendite delle caldaie di nuova generazione, che per i costi elevati e le lungaggini burocratiche erano calate a fronte di un aumento a favore di componenti tradizionali e maggiormente inquinanti.
 
Contraddittorie le norme che regolano gli impianti di cogenerazione . L’articolo 27 comma 20 semplifica l’installazione e gestione degli impianti di micro cogenerazione ino a 50 KW, rendendo sufficiente la sola comunicazione all’autorità competente, così come previsto dal Testo Unico dell’Edilizia, Dpr 380/2001 . Per gli impianti di piccola generazione fino a 1 MW è invece necessaria la Dia, Denuncia di inizio attività.
 
Può portare a risultati diversi l’articolo 33, che disciplina le Riu , reti interne di utenza. La disposizione, secondo Cogena, Associazione italiana per la promozione della cogenerazione , renderebbe troppo costoso il funzionamento di questa tipologia di impianti, dando luogo all’unico caso in controtendenza rispetto agli altri Paesi membri dell’Unione Europea.
 
Crescono del 15% gli oneri di sistema sull’energia autoprodotta e auto consumata. Viene fatta un’eccezione solo per le utenze industriali in alta tensione collegate alle Riu esistenti, che verseranno i corrispettivi solo sull’energia prelevata nei punti di connessione, beneficiando anche dell’esenzione dall’accisa sull’elettricità consumata.
 
Di fatto si neutralizzano gli effetti dell’articolo 27 proposto da Cogena , che afferma come, in attesa che entrino in funzione le centrali nucleari, ci sia bisogno di investire in energia rinnovabile e da cogenerazione ad alto rendimento.
 
Aziende italiane a rischio anche sul fronte degli elettrodomestici per la climatizzazione . Il ddl ha confermato il divieto, introdotto dalla Finanziaria 2008, di commercializzazione degli elettrodomestici appartenenti alle classi energetiche inferiori alla A o privi di un dispositivo per interrompere completamente il collegamento alla rete elettrica. Un provvedimento che, secondo Anima, è contrario alla legislazione europea e potrebbe costare all’Italia una procedura di infrazione.
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