Carrello 0
RISULTATI

Annunciati i 6 finalisti dello Stirling Prize 2009

di Rossella Calabrese

Rogers ottiene 2 nomination

Vedi Aggiornamento del 19/10/2009
24/07/2009 – Il Royal Institute of British Architects (RIBA) ha annunciato ufficialmente i nomi dei sei progetti finalisti dello Stirling Prize 2009 .

Il prestigioso riconoscimento, dedicato al celebre architetto Sir James Stirling (1926-1992), viene annualmente attribuito al progettista autore dell’architettura ritenuta più significativa nel merito delle strutture realizzate nel corso dell’anno passato per quel che riguarda l’architettura britannica. La giuria di quest’anno comprende l’architetto Benedetta Tagliabue, Sir John Sorrell – presidente del CABE ed il designer Thomas Heatherwick.
 
Riportiamo di seguito i nomi dei sei finalisti con la descrizione di ciascun progetto selezionato:
 
Il Kunstmuseum di Fuglsang è un nuovo contenitore culturale appositamente realizzato per ospitare una collezione permanente di arte danese datata 1780-1980. Situato nella tenuta di Fuglsang Lolland, nella Danimarca meridionale, l'edificio vanta l’astrattezza formale e il profilo romantico dei volumi limitrofi preesistenti e stabilisce una relazione armonica con l'idilliaco ambiente rurale di Fuglsang. Attraverso un lungo viaggio in aperta campagna è possibile giungere alla tenuta, caratterizzata da un’insieme di edifici sparsi attorno a una corte centrale
 
Il museo stabilisce una relazione assiale ma compensativa con i volumi i più importanti della tenuta, ovverosia la casa padronale e i suoi servizi. Similmente agli edifici del complesso, e a molte architetture classiche del modernismo danese, le facciate del museo sono costruite in mattoni e, a imitazione del fienile sul lato ovest della corte, sono dipinte di bianco. I lucernai sul tetto sono in mattoni grigi, proprio come i tetti degli edifici circostanti.
 
Oltre alla collezione d'arte permanente, la struttura, ampia 2.500 mq, ospita anche nuove gallerie per mostre temporanee, uno shop, una caffetteria, un centro di apprendimento, uffici amministrativi e magazzini dove conservare la vasta collezione di pittura e scultura di proprietà del museo.
 
Le gallerie, a loro volta, sono molto diverse, per scala e carattere dallo spazio pubblico, del foyer e sono luoghi in cui i gruppi di visitatori possono disperdersi e immergersi nella contemplazione della collezione, organizzata in tre ambienti.
 
Il Maggie's Centre offre sostegno ai malati di cancro e ai loro cari, supportando i trattamenti medici convenzionali. La struttura affianca il Charing Cross Hospital e la sua architettura è stato concepita per “contrastare” quella dell’edificio dell’ospedale principale.

Si tratta di un edificio 'non-istituzionale', un 'Open House' di 370 metri quadrati, al tempo stesso flessibile e adattabile, strutturata su due piani dei quali uno ammezzato.
 
L'edificio è costituito da quattro componenti: un muro di protezione, che avvolge i quattro lati della struttura; un cucina concepita come spazio centrale a tutt’altezza posto al centro dell’edificio, intesaa quale cuore simbolico e architettonico della struttura; spazi ausiliari ospitanti luoghi per l’incontro, il riposo e la consulenza medica; un 'tetto fluttuante', che sovrasta il muro esterno e cinge il centro dell’edificio. Piccoli cortili sono ricavati nelle aree tra l'edificio ed il muro di recinzione della struttura.

La strategia paesaggistica del progetto “cuce” assieme il Charing Cross Hospital ed il Maggie's Centre. Filari di alberi avvolgono l'edificio, filtrando l'inquinamento acustico e lo smog proveniente dall’esterno ed offrendo uno sfondo esterno verdeggiante agli utenti del Centro.
RSHP ha progettato le nuove strutture di Bodegas Protos, una prestigiosa impresa vinicola spagnola che produce i vini della Ribera del Duero. Il nuovo edificio, una moderna reinterpretazione di una tradizionale cantina, si trova a Peñafiel, un piccolo villaggio vicino a Valladolid, nella comunità di Castilla y Leon, nel nord della Spagna.
 
La cantina si trova ai piedi della montagna, su cui si trova il castello medievale di Peñafiel, e utilizza le sue viscere avvalendosi di più di 2 km di tunnel e gallerie come camera di invecchiamento del vino. La nuova cantina, che ha la capacità di produrre un milione di chili di uva, è stata completata nell’estate 2008.
 
Il nuovo edificio, unito alle strutture esistenti tramite una galleria, contiene una cantina sotterranea con una temperatura costante di 14-16 gradi Celsius per la conservazione delle botti, dei vini in fase di maturazione e del prodotto finale imbottigliato. La zona di produzione, che si trova al di sopra della cantina, in parte incassata nel suolo, è stata concepita per ospitare i serbatoi per la fermentazione e lo stoccaggio, gli impianti di imbottigliamento, le attrezzature di imballaggio, diversi settori tecnici e piattaforme accessibili da tutti i tipi di veicoli.
 
Gli impianti di produzione e immagazzinamento ospitano anche le strutture amministrative e le aree sociali di degustazione del vino e un piccolo auditorium per le presentazioni e le fiere.
Il progetto comprende anche un giardino incassato e terrazzato con vista panoramica del castello al di sopra di esso e attraverso il quale la luce naturale penetra nella zona degli uffici.
Il livello dell’ingresso principale per i dipendenti e i visitatori include anche i moli per la consegna delle uve e uno spazio da cui i visitatori possono vedere l'impianto di produzione situato ad un livello più basso.
 
In termini di composizione architettonica, l'edificio si fonda su una base triangolare, che occupa l'intero sito. Le cinque arcate paraboliche intrecciate che lo caratterizzano posano su grandi archi in legno lamellare coperti con tegole di terracotta per creare una struttura articolata e leggera. Questa forma modulare rompe il volume e la scala globale dell’edificio, creando una struttura in armonia con gli edifici adiacenti e il paesaggio circostante.
 
L'uso efficace della massa termica del sottosuolo rende fresco l’ambiente, necessaria caratteristica per la conservazione del vino. La facciata a sud è protetta da nove metri di aggetto della copertura, mentre un sistema di brise-soleil di grandi lamelle fisse dà ombra alla facciata ovest. Lo strato delle acque freatiche favorisce lo scambio termico di notte e un sistema misto di condizionamento d’aria consente una refrigerazione notturna gratuita in primavera e in autunno.
 
- BDP, “Liverpoool One Masterplan”, Liverpool (Regno Unito)
“Liverpool One” è il nome del nuovo distretto commerciale della città di Liverpool, ampio 42 acri. 1,4 milioni di piedi quadrati sono dedicati alle attività commerciali, è previsto altresì un cinema multisala con 14 aree per la proiezione, 230.000 piedi quadrati dedicati a ristoranti, caffè e bar, 600 nuovi appartamenti, 2 alberghi, uffici, un parco ampio 5 acri e un nodo trasporti. Per BDP la sfida è stata integrare tutte queste funzioni e creare un’armonica coerenza tra circa 40 edifici di nuova costruzione, progettati da oltre 20 diversi studi di architettura. Un'altra sfida è stata collegare “Liverpool One” con i distretti cittadini esistenti, tra cui Ropewalks ed il celebre lungomare di Mersey, garantendo che l’individualità di ciascun’area non fosse fagocitata dai 42 acri del nuovo distretto commerciale.
 
Il progetto, realizzato nella City di Londra, è stato sviluppato per consentire la creazione di un nuovo spazio pubblico di collegamento tra Wood Street e Piazza Aldermanbury, al livello più alto della Barbican High Walk.  Su questo spazio pubblico sorge un nuovo edificio alto 18 piani, costituito da due ali sfalsate e separate da una sezione centrale rientrante. I due ingressi a piano terra sono collegati da una reception a tripla altezza, con un piano inclinato che “scende” di un metro procedendo da nord a sud. La struttura esterna e le facciate del volume sono in acciaio inossidabile.
 
 
Il Kentish Town Health Centre definisce un nuovo standard per il National Health Standard. Si tratta di un edificio i cui punti di forza sono un nuovo approccio olistico all’assistenza sanitaria, la connettività, la flessibilità e la trasparenza.
 
Attraverso la fusione di pratica medica, architettura e arte, l'edificio ha una influenza positiva sul lavoro del personale e sull’esperienza dei pazienti. Gli ambulatori e le scale godono della vista su una strada centrale sottostante e sulla sala d’attesa centrale attorno alla quale si sviluppa la pianta della struttura. Sale di consultazione e sale riunioni sono assegnate al personale sanitario attraverso un sistema di prenotazione elettronica.
 
Il progetto è esemplare in termini di sostenibilità ambientale e pevede l'uso di materiali riciclati, ventilazione naturale e purificazione notturna dell’aria negli interni.
 
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

)