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URBANISTICA

Ok della Camera al decreto anticrisi

di Rossella Calabrese

La norma che prevede commissari ad hoc per le infrastrutture energetiche sarà modificata in Senato

Vedi Aggiornamento del 30/07/2010
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28/07/2009 - Con 285 voti a favore e 250 contrari la Camera ha approvato il maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl di conversione del DL 78/2009 recante provvedimenti anticrisi e proroga di termini, sul quale venerdì 24 il Governo ha ottenuto la fiducia.
 
A sollevare il dibattito nei giorni scorsi erano state le disposizioni contenute nell’articolo 4 “Interventi urgenti per le reti dell’energia” che davano al Consiglio dei Ministri - su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Ministro per la semplificazione normativa – il compito di individuare gli interventi relativi alla trasmissione e alla distribuzione dell’energia, da realizzare con capitale prevalentemente o interamente privato, particolarmente urgenti, tali da dover essere effettuati con mezzi e poteri straordinari, cioè con Commissari ad hoc nominati dal Governo.
 
Il maxiemendamento aggiunge la previsione secondo cui gli interventi relativi alla produzione dell’energia richiedono l’intesa con le regioni e le province autonome interessate e che i Commissari straordinari “sentono” gli enti locali interessati prima di emanare atti e provvedimenti e di svolgere le attività, di competenza delle amministrazioni pubbliche, necessarie all’autorizzazione e alla realizzazione degli interventi.
 
Le disposizioni contenute nell’articolo 4, hanno provocato le proteste del Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, secondo la quale si “sopprime di fatto il ruolo del Ministero dell’Ambiente nel delicato iter autorizzativo per la realizzazione di centrali di produzione e per le reti di distribuzione di energia” e si esautorano gli enti locali dalle loro competenze.
 
“Chiedo – affermava il ministro il 21 luglio scorso - modifiche sostanziali a questo articolo e denuncio il metodo attraverso il quale Ministeri non competenti in questa materia sono diventati, in nome della semplificazione, portabandiera di una norma deleteria per l’ambiente, per la salute dei cittadini, e persino per la stessa semplificazione perché fonte certa di contenzioso amministrativo e comunitario e quindi di blocchi delle procedure. Questa norma – rilevava inoltre il Ministro - potrebbe perfino applicarsi alle centrali nucleari. Francamente, con il lavoro puntuale e trasparente svolto finora proprio in materia di autorizzazioni ambientali per gli impianti energetici, mi chiedo: una norma simile a chi giova?”.
 
Il Ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, aveva immediatamente risposto che l'articolo 4 sarebbe rimasto invariato: per cambiarlo, aveva detto, “non mi sembra ci siano i tempi tecnici. E neanche la volontà politica, credo”.
 
Due giorni dopo, il 24 luglio, il Ministro ha fatto sapere di aver avuto “la parola del Presidente Berlusconi che l’art. 4 del decreto anticrisi sarà modificato nel corso dell’esame del provvedimento al Senato. Al collega Scajola, con il quale non intendo polemizzare – ha aggiunto –, chiedo solo di non scherzare. Altro che esautoramento…”.
 
 
Ponte sullo Stretto di Messina
Con un emendamento di Gioacchino Alfano (Pdl), viene assegnato alla società Stretto di Messina Spa un contributo in conto impianti di 1.300 milioni di euro. Pietro Ciucci, attuale amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, è nominato commissario straordinario, con il compito di “rimuovere gli ostacoli frapposti al riavvio delle attività, anche mediante l’adeguamento dei contratti stipulati con il contraente generale e con la società affidataria dei servizi di controllo e verifica della progettazione definitiva, esecutiva e della realizzazione dell’opera, e la conseguente approvazione delle eventuali modifiche del piano economico-finanziario.”
 
Dopo il via libera della Camera, il provvedimento torna in Senato per l’approvazione definitiva.

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