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Un secolo di architettura del paesaggio al MoMa
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Un secolo di architettura del paesaggio al MoMa

di Rossella Calabrese
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A New York ''In Situ: Architecture and Landscape''

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18/08/2009 - Prosegue fino al prossimo 14 settembre la mostra “In Situ: Architecture and Landscape”, presso la galleria “Philip Johnson” del MoMa di New York.
 
L’esposizione, curata da Andres Lepik. attinge alla copiosa collezione del museo per illustrare, attraverso quasi 60 disegni, modelli e video, le evoluzioni del concetto di “paesaggio” nel corso degli ultimi cento anni di storia.
 
Se nella prima metà del ventesimo secolo l’avanguardia architettonica celebrava l’idea di “autonomia dalla natura”, sviluppando progetti utopistici atti a fondare “nuovi regni urbani”, nei decenni più recenti il paesaggio ha assunto un ruolo sempre più importante nella teoria e nella pratica architettura.
 
La questione ambientale e, parallelamente, la rapida espansione delle città hanno dato il via a nuove sfide per la progettazione contemporanea, implicando la necessità di rivisitare profondamente il concetto di paesaggio. D’altra parte il trinomio “spazio - società - ambiente” inizia ad apparire con sempre più costanza nell’agenda politica di alcuni paesi occidentali (per esempio quelli nord europei). Questo processo produce riverberazioni nella progettazione e nell’architettura del paesaggio: lungi dal restare immodificata, la natura, tanto negli ambienti urbani quanto in quelli rurali, diventa oggetto di complessi interventi.
 
Tra i primi modelli in mostra compaiono quelli della celeberrima Casa sulla Cascata di Frank Lloyd Wright, nota anche come Casa Kaufmann (1934-1937), dove costruito e natura si fondono dando vita a un set spettacolare, e la Wolf House (1925-27) di Mies van der Rohe, costruita in cima al promontorio di Gubin (Polonia), a dominare dall’alto la Valle del fiume Neisse. Quest’ultima opera ispirò Philip Johnson nel progetto per la Glass House a New Canaan (1945-1947), il cui modello è presente nell’esposizione.
  
Un approccio decisamente contemporaneo è quello del Parco Costiero Sud Est di Barcellona (2000-2004), realizzato da Foreign Office Architects. Ispirato dalle dune costiere, il parco ospita due contenitori culturali dedicati alla musica. In mostra anche il progetto del Parc de la Vilette progettato da Bernard Tschumi e Zaha Hadid. Realizzato nel 1991, a seguito di un grande concorso che destò l’attenzione della stampa internazionale, il parco sorge su un'area ampia 35 ettari - una volta occupata da un mercato del bestiame - ed ospita la famosa Cité des Sciences et des Industries. Il Parco rappresenta oggi l'icona del processo di rinnovamento avviato nella zona orientale di Parigi.
 
Anche i cimiteri hanno sempre rappresentato un luogo di sperimentazione per la fusione di architettura e paesaggio. A tal proposito la mostra espone tre significativi progetti come il crematorio di Woodland a Stoccolma, disegnato da Erik Gunnar Asplund (1935-1940); il cimitero di San Cataldo a Modena, progettato da Aldo Rossi (1971-1984), e quello di Igualada (Spagna, 1990), firmato da Enric Miralles and Carme Pinos.
 
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