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NORMATIVA

Piano Casa, in Friuli si fa strada il codice regionale

di Paola Mammarella

In Consiglio il ddl per rilancio economico e tutela della sicurezza, introdotto lo sportello unico per l’edilizia

Vedi Aggiornamento del 17/01/2011
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15/09/2009 – È iniziata dopo la pausa estiva la discussione del Piano Casa in Friuli. Il Consiglio Regionale è impegnato nel confronto sul ddl 80 , “Codice regionale dell’edilizia”, presentato il 6 agosto scorso dopo l’approvazione in Giunta. Tra gli obiettivi edilizia sostenibile, sicurezza, efficienza energetica, semplificazione burocratica, rispetto delle norme antisismiche e tutela patrimonio ambientale, storico e architettonico.
 
Novità : Il testo reintroduce la distinzione tra interventi aventi rilevanza urbanistica o edilizia per l’assoggettamento ai diversi regimi edificatori. In base all’Accordo Stato-Regioni del 31 marzo scorso sono stati introdotti, al di fuori delle zone omogenee A e B0, interventi di ristrutturazione edilizia di immobili a destinazione residenziale con un ampliamento volumetrico fino al 35% se finalizzati al miglioramento della qualità architettonica ed energetica, fermo restando l’allineamento degli edifici e la protezione del nastro stradale, così come il rispetto delle distanze minime previste dal codice civile. Concesso anche il recupero a fini abitativi del sottotetto di edifici destinati in tutto o in parte a residenza e ubicati nelle zone omogenee A e B0. Possibile il recupero edilizio con bonus del 35% nel rispetto di altezze, distanze, allineamenti tra edifici e protezione del nastro stradale.
 
Sue : Per il miglioramento delle relazioni con la P.A, i Comuni possono istituire lo Sportello Unico per l'edilizia, SUE, con il compito di curare i rapporti fra i privati e le amministrazioni pubbliche tenute a pronunciarsi sull'intervento edilizio oggetto della richiesta di permesso di costruire o di denuncia di inizio attività.
 
Semplificazione procedure : Gli interventi sono soggetti a comunicazione di conformità da trasmettere allo Stato, alla Regione e ai Comuni e vanno corredati da attestazione a firma di un progettista abilitato che asseveri la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici vigenti. Necessaria anche una planimetria con localizzazione dell'intervento in scala adeguata e la documentazione tecnico-grafica per l'individuazione e la rappresentazione delle opere. L'accertamento di conformità, nonché la comunicazione di conformità, sostituiscono i titoli abilitativi edilizi per l'esecuzione delle opere previste ed hanno efficacia fino all'atto di collaudo finale.
 
Si ha modifica di destinazione d'uso , con o senza opere edili, quando si modifica l'uso in atto di una unità immobiliare, passando da una categoria all'altra per più del 25% della superficie utile dell'unità stessa. L’intervento rientra nelle attività di edilizia libera.
 
Appartengono all’ edilizia libera gli interventi di manutenzione ordinaria, rimozione delle barriere architettoniche, opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo, opere di bonifica,  movimentazione e sistemazione del terreno, depositi temporanei di merci o di materiali a cielo aperto, opere caratterizzate da precarietà strutturale e funzionale dirette a soddisfare esigenze contingenti e temporanee, realizzazioni di pertinenze di edifici o unità immobiliari esistenti che non comportano volumetria.
 
Rientrano nella stessa categoria anche la realizzazione di pertinenze di edifici o unità immobiliari esistenti che comportano un aumento volumetrico del 10% per gli edifici residenziali e del 5% per quelli a uso diverso, interventi per il risparmio energetico, installazione di impianti solari termici, generatori eolici e serbatoi interrati di Gpl. Inglobate anche le strutture ricettive turistiche all'aria aperta e gli allestimenti mobili di pernottamento installati a cura della gestione delle strutture turistiche, purché espressamente ammesse dallo strumento urbanistico.
 
È richiesta la Dia per manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia comprendente anche la completa demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria, sagoma e sedime, realizzazione di pertinenze di edifici esistenti residenziali o ad uso diverso che comportano un aumento fino al 20% eliminazione delle barriere architettoniche in edifici esistenti che alterino la sagoma dell'edificio. 
 
Nei casi in cui sia richiesto il permesso di costruire , il contributo è  commisurato all'incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione. Non è invece dovuto per interventi in zona agricola, ristrutturazione edilizia di edifici residenziali, ampliamenti di edifici residenziali non superiori al 20%, ampliamenti di edifici finalizzati all'abbattimento delle barriere architettoniche. Nessun contributo neanche per gli interventi di edilizia convenzionata a patto che ci si impegni ad applicare canoni calmierati.

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