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NORMATIVA

Piano Casa Puglia, edilizia sociale e ampliamenti a diverse velocità

di Paola Mammarella
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Interventi su 345 alloggi comunali e Iacp, Salento indietro con i provvedimenti di aumento volumetrico

Vedi Aggiornamento del 11/03/2011
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29/09/2009 – Prende corpo la prima linea di intervento del Piano Casa in Puglia. Dopo la pubblicazione del Dpcm del 16 luglio 2009 , contenente le disposizioni del Piano nazionale di edilizia abitativa, diventano realtà in Puglia gli interventi per la soluzione del disagio abitativo.
 
Iter dell’hosusing sociale : L’Assessore Regionale all’Assetto del Territorio, Angela Barbanente, ha reso nota la presentazione al Ministero delle Infrastrutture di 14 schede informative relative ad interventi su 345 alloggi di competenza degli IACP e dei Comuni.
 
Secondo la normativa nazionale, infatti, le Regioni hanno a disposizione 30 giorni dall’entrata in vigore del dpcm per l’invio al Ministero competente di una comunicazione sullo stato delle procedure, che attesti l’immediata fattibilità degli interventi.
 
In Puglia gli interventi ricadranno nei comuni di Bari, Taranto, Foggia, Brindisi, Lecce, Andria, Barletta, Altamura, Molfetta, Manfredonia e Cerignola. La riduzione di risorse a sostegno dell’housing sociale, portate dal presente Governo da 550 a 200 milioni, comporta meno possibilità di spesa anche per la Regione, che ha a disposizione circa 10 milioni a fronte dei 36 stanziati inizialmente.
 
Aumenti volumetrici : Procede invece a velocità differenziate il piano per il rilancio dell’edilizia attraverso l’aumento volumetrico delle abitazioni. Scade il 2 ottobre il termine entro il quale i Comuni devono adottare i provvedimenti di loro competenza per limitare o ampliare la portata della L.r. 14/2009 , ma anche per escludere determinati territori dal suo ambito di applicazione.
 
In ritardo il Salento , che non ha ancora varato nessun provvedimento comunale per l’applicazione pratica della legge. Lamentele da parte di qualche operatore del settore edile per la quasi impossibilità di attuazione di una norma considerata molto restrittiva dal momento che ampliamenti, demolizioni e rico­struzioni non sono ammes­si nelle zone sottoposte a vin­colo paesaggistico né consentiti in violazione de­gli strumenti urbanistici co­munali in materia di altezza e di distanze.
 
La soluzione potrebbe arrivare dalle delibere comunali, unico strumento in grado di ammettere deroghe ad altezze massime e distanze minime. Ma anche di individuare, all’interno delle aree sottoposte a vincolo paesaggistico, categorie di immobili destinatari di interventi per il recupero del tessuto urbano.
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