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Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
LAVORI PUBBLICI Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
NORMATIVA

Studi di settore, edilizia rimandata a marzo

di Paola Mammarella

Necessari i dati sulla crisi economica per l’identificazione dei contribuenti, coinvolti gli Osservatori regionali

Vedi Aggiornamento del 02/04/2010
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21/09/2009 – Rinviare gli studi di settore al prossimo 31 marzo. È la richiesta avanzata nella delibera della Commissione di esperti, riunita la settimana scorsa, motivata dall’esigenza di valutare con più attenzione l’impatto della crisi. Rispettare la scadenza del 30 settembre potrebbe infatti impedire ai contribuenti di riconoscersi nei risultati degli studi, soprattutto in riferimento al 2009.
 
Per quanto riguarda lo studio relativo alle costruzioni , UK02U, è stata prevista una elaborazione su base regionale per il miglioramento di rappresentatività territoriale, modelli organizzativi e sistema dei prezzi. Il coinvolgimento degli Osservatori regionali si è reso necessario dopo l’analisi di specifici casi esemplificativi rilevanti a livello locale.
 
Data l’innovazione e l’approfondimento realizzato con la revisione portata avanti nel 2009, le associazioni hanno ritenuto quindi opportuno la richiesta di nuovi approfondimenti.
 
Secondo l’Ance, infatti, la territorialità è influenzata da quotazioni immobiliari, livello del reddito differenziato per comune e livello di retribuzione del personale articolato su base provinciale. Dati che rendono necessario uno slittamento se si hanno presenti anche le modifiche apportate nella costruzione dello Studio e l’impossibilità di testare il nuovo prototipo sulle imprese associate a causa dell’indisponibilità dei coefficienti di regressione fino al 4 settembre scorso.
 
Approfondimenti necessari : In base all’esperienza dello scorso anno la Commissione può esprimere il proprio parere sull’idoneità e rappresentatività degli studi solo dopo l’analisi delle elaborazioni riferite alle dichiarazioni per il 2008, rese con Unico 2009, dei flussi di dati acquisiti grazie alla collaborazione delle associazioni di categoria, delle comunicazioni Iva di fine febbraio 2010 relative all’anno 2009 e dei flussi di dati sulla crisi.
 
La Commissione ha quindi deliberato di non esprimere nessun parere sull’elaborazione dei correttivi. Per i quali saranno necessari non solo i 69 studi in evoluzione, ma anche quelli applicabili a tutto il periodo di imposta 2009 e le opportune modifiche normative.

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