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A Bologna la mostra ‘Architetti e ingegneri emiliano-romagnoli nel mondo’
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A Bologna la mostra ‘Architetti e ingegneri emiliano-romagnoli nel mondo’

di Rossella Calabrese

10 maestri della progettazione dal 1500 a oggi

15/10/2009 – Bologna: la “città delle torri” omaggia gli architetti e ingegneri emiliano-romagnoli nel mondo dedicando loro una mostra in corso presso l’Urban Center in sala Borsa.

L’esposizione itinerante, in programma fino al prossimo 24 ottobre, illustra attraverso 46 pannelli in formato 100 x 120, le opere di dieci architetti emiliano-romagnoli che, dalla metà del 1500 a oggi, hanno realizzato opere di alto valore architettonico nelle più disparate aree geografiche del globo terrestre ma soprattutto in Sud America.

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runo Di Bernardo e Claudio Bacilieri sono i curatori dell’evento, realizzato dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo in collaborazione con la Fondazione Carisbo.
Dal lavoro della Consulta, orientato a valorizzare le presenze emiliano-romagnole nel mondo, sono emerse figure di architetti, ingegneri, costruttori e cartografi che, poco conosciuti in patria, sono ancora celebrati nei Paesi in cui hanno operato. Si pensi al romagnolo Agustín Codazzi, considerato eroe nazionale in Colombia, Venezuela ed Ecuador; al bolognese Giuseppe Antonio Landi, che portò il classicismo europeo nell’Amazzonia brasiliana; al ferrarese Adamo Boari, autore dell’edificio forse più bello di Città del Messico; a Carlo Zucchi, che ha firmato la Plaza Independencia a Montevideo, simbolo della libertà uruguaiana. O ancora gli Antonelli, architetti militari costruttori di fortezze nei possedimenti caraibici della Spagna, che oggi sono patrimonio dell’Umanità dell’Unesco; il reggiano Antonio Panizzi, che disegnò la cupola della British Library a Londra; Emilio Rosetti, costruttore e scienziato in Argentina; il modenese Guido Jacobacci, progettista delle ferrovie patagoniche; il ferrarese Giovanni Tosi, architetto in Uruguay; e l’unico vivente del gruppo, Roberto Gandolfi, figlio di emigrati, autore del  celebre palazzo Petrobras a Rio de Janeiro”, hanno spiegato gli organizzatori dell’esposizione.

Terminata la tappa bolognese la mostra volerà prima in Brasile, ospite dell’Ottava Biennale di Architettura di San Paolo (31 ottobre - 6 dicembre 2009) e poi a Forlì e a Montevideo (Urugway), sede del teatro Solís, che la Regione Emilia-Romagna ha contribuito a ristrutturare, realizzato da Carlo Zucchi.
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