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LAVORI PUBBLICI

Appalti, dall’Ue una rete per l’armonizzazione

di Paola Mammarella

Authority: via a uno studio comparato su norme e concorrenza

Vedi Aggiornamento del 10/11/2009
21/10/2009 – Armonizzazione delle normative in materia di appalti e tutela delle piccole e medie imprese nei Paesi Ue. È l’obiettivo del Ppn , Public Procurement Network, rete europea per gli appalti pubblici, attualmente sotto la presidenza italiana, espresso durante la prima conferenza internazionale , “Il ruolo degli appalti pubblici in Europa nell’attuale contesto economico”, organizzata la settimana scorsa dall’Autorità per la vigilanza dei contratti pubblici e dal Dipartimento per le politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ventotto delegazioni nazionali, rappresentanti della Banca Centrale Europea attivi in ricostruzione, sviluppo e cooperazione, hanno convenuto come il buon funzionamento degli appalti pubblici rappresenti un valido indicatore di apertura alla concorrenza europea.


Per Luigi Giampaolino, presidente dell’Authority, infatti, la domanda da parte delle pubbliche amministrazioni di beni, servizi e lavori necessari per il soddisfacimento diretto o indiretto dei bisogni della collettività ha un impatto rilevante sull’economia.
 
Necessario quindi un sistema di regole capace di assicurare il massimo grado di pubblicità delle gare e l’ampia partecipazione delle imprese, che devono essere poste su un livello di parità, così come stabilito dal diritto comunitario.
 
Secondo il consigliere Giuseppe Brienza, che ha assunto la presidenza del Ppn, bisogna lavorare in direzione dello sviluppo insieme al Dipartimento per le Politiche comunitarie, stimolando investimenti pubblici e privati in coerenza con la normativa europea e con i principi di trasparenza e concorrenza .
 
Importante quindi l’avvio di uno studio comparato. La rete ha infatti un carattere trasversale, dal momento che oltre all’Unione, coinvolge i Paesi Balcanici beneficiari dei finanziamenti europei.
 
Un altro ambito d’azione potrà essere rappresentato dall’armonizzazione della giustizia , per evitare che le difficoltà nel recepimento delle direttive comunitarie, determinate dalle differenze dei sistemi legislativi nazionali, costituiscano un ostacolo per le imprese interessate a operare all’estero.
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