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LAVORI PUBBLICI

Arbitrato negli appalti pubblici, in corso il restyling

di Rossella Calabrese

Le nuove disposizioni arriveranno con il decreto di recepimento della ‘direttiva ricorsi’

Vedi Aggiornamento del 16/03/2010
19/10/2009 – È stata discussa il 15 ottobre scorso in Commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera, un’interrogazione, presentata dal deputato Sergio Piffari, relativa all’abrogazione della normativa in materia di arbitrati negli appalti pubblici.
 
La Finanziaria 2008 – ha spiegato Piffari – ha introdotto il divieto, per le stazioni appaltanti, di inserire clausole compromissorie in tutti i loro contratti ( leggi tutto ). L’abolizione degli arbitrati è stata fortemente voluta dall’ex Ministro per le infrastrutture, Antonio Di Pietro, per mettere un freno alle ingenti spese sostenute dallo Stato per questo tipo di contenziosi; tuttavia l’entrata in vigore è stata successivamente sospesa.
 
Secondo l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, i giudizi arbitrali comportano costi molto alti per le pubbliche amministrazioni e ove non sia intervenuta una transazione, le P.A. sono risultate soccombenti nella grande maggioranza di giudizi arbitrali, secondo una percentuale che si aggira intorno ai due terzi del totale e che, solo nel 2006 ha comportato oneri pari a 320.943.611 euro senza contare le spese per lo svolgimento del giudizio ( leggi tutto ).
 
L’interrogante chiede quindi al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di abrogare le norme che consentono alle stazioni appaltanti di ricorrere agli arbitrati, visti gli ingenti costi sostenuti dallo Stato e dagli enti locali per questo tipo di contenziosi.
 
Il sottosegretario alle infrastrutture e trasporti, Giuseppe Maria Reina , ha ricordato che il DL 207/2008 cosiddetto Milleproroghe, nelle more dell’attuazione della direttiva 2007/66/CE “direttiva ricorsi”, ha rinviato al 31 dicembre 2009 l’entrata in vigore del divieto di arbitrato negli appalti e ha dimezzato i compensi minimi e massimi e vietato gli incrementi dei compensi massimi legati alla particolare complessità delle questioni trattate ( leggi tutto ).

 
Lo schema di recepimento della “direttiva ricorsi” – ha spiegato Reina prevede: divieto di incremento dei compensi arbitrali e dei massimi tariffari; contenimento dei costi per onorari di difesa della stazione appaltante nel corso del giudizio arbitrale; possibilità di impugnazione del lodo per motivi di diritto secondo quanto prescritto dal Codice di procedura civile; accelerazione del giudizio di impugnazione del lodo arbitrale.

 
Il processo di revisione della materia degli arbitrati – ha concluso Reina – è considerato prioritario e tutti gli sforzi sono in atto per pervenire ad una riforma dell'istituto che consenta una sua corretta applicazione senza le distorsioni del passato seppure nell'ottica di contenere i costi e minimizzare i tempi degli appalti pubblici.
 
Secondo David Favia, cofirmatario dell’interrogazione, il Governo non intende dare risposta alla questione urgente dell'abrogazione dell'istituto dell'arbitrato. Ritiene, infatti, che le annunciate misure di riduzione dei costi non risolvano il problema del loro superamento, così come previsto dalla Finanziaria 2008. Auspica quindi che il Governo voglia procedere al definitivo superamento degli arbitrati in materia di appalti pubblici.
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