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Carceri: in arrivo 20mila nuovi posti e strutture ‘leggere’

di Rossella Calabrese

Per costruire i nuovi penitenziari sarà adottato il modello Abruzzo. Domani l’incontro Berlusconi-Alfano

Vedi Aggiornamento del 29/06/2010
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13/10/2009 – Sarà affrontata domani dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, l’emergenza carceri. Nei giorni scorsi Berlusconi ha annunciato che il Governo realizzerà in meno di due anni prigioni civili per 20 mila posti.

Grazie all’aumento dei posti negli istituti di pena, l’Italia – ha detto Berlusconi - “tornerà ad essere uno Stato civile”. Il premier ha, inoltre, ribadito che per il Piano Carceri sarà adottato lo stesso modello che si sta attuando per la ricostruzione in Abruzzo ( leggi tutto ).

Alcuni giorni fa, nel corso di un’audizione in Commissione Giustizia della Camera, il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e commissario straordinario per l’edilizia carceraria, Franco Ionta, ha affermato che “per un piano edilizio che permetta di stabilizzare il sistema e creare 17-18 mila posti detentivi in più, ci sono costi rilevanti orientativamente intorno a 1 miliardo e 600 milioni di euro”, confermando così le cifre annunciate quattro mesi fa ( leggi tutto ).
 
Berlusconi invece ha parlato di 3000 posti in più, che farebbero lievitare la spesa complessiva a 2 miliardi di euro.
 
Ieri il dato è stato confermato dal ministro Alfano, il quale ha ricordato che dal maggio 2008 al 31 dicembre 2009 il Ministero “ha già aperto o aprirà 1.409 nuovi posti nelle carceri. Allo stato attuale - ha continuato - siamo tornati, come popolazione carceraria, al periodo preindulto. Ci siamo accorti che dal 1948 al 2008 sono stati varati circa 30 provvedimenti di indulto ed amnistia che hanno svuotato le carceri ma solo temporaneamente perché i detenuti, ai quali evidentemente non si è insegnato a lavorare, sono tornati a delinquere e sono stati nuovamente arrestati”.
 
Nel programma di massima presentato all’inizio del 2009, Ionta aveva proposto la costruzione di nuovi immobili a basso impatto ambientale ed energetico, la realizzazione di nuovi padiglioni all’interno di strutture esistenti e la ristrutturazione di sezioni inutilizzate ( leggi tutto ).
 
La novità degli ultimi giorni è la proposta di realizzare sei o sette strutture “leggere” da 400-500 posti, destinate ad ospitare gli arrestati e i detenuti con pene di lieve entità. Le carceri “leggere” sorgeranno nelle grandi aree metropolitane, in cui è maggiore il flusso di detenuti in entrata e in uscita.

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