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RISTRUTTURAZIONE Sismabonus 110%, come si calcolano i limiti di spesa
LAVORI PUBBLICI

Infrastrutture, urgente avviare i cantieri di opere medio-piccole

di Rossella Calabrese

Le Associazioni dei costruttori: la Finanziaria 2010 riduce del 7,8% i nuovi investimenti

Vedi Aggiornamento del 12/05/2011
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16/10/2009 - La Finanziaria 2010 riduce le risorse per nuove infrastrutture del 7,8% rispetto al 2009. Lo ha denunciato mercoledì scorso il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti , in un’audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Dai 16.824 milioni stanziati nel 2009 si passa ai 15.827 del 2010. Sommando questa diminuzione a quella già osservata lo scorso anno – ha aggiunto Buzzetti –, che aveva raggiunto il 13,4% rispetto all’anno precedente ( leggi tutto ), nel 2010 le risorse per nuovi investimenti infrastrutturali subiscono una contrazione del 20% rispetto al 2008.
 
Il ddl Finanziaria 2010 non prevede stanziamenti per l’Anas per il 2010; ciò – secondo Buzzetti – provocherà il blocco della regolare attività dell’ente, con gravi conseguenze sullo sviluppo e sulla manutenzione di tutta la rete stradale. Sarebbe quindi compromessa la prosecuzione della programmazione per nuove opere ordinarie, soprattutto di piccola e media dimensione, e per la manutenzione straordinaria, prevista nel piano investimenti Anas 2007-2011 che, come riportato nell’allegato infrastrutture al Dpef 2010-2013 ( leggi tutto ), prevedeva per il 2010 un fabbisogno finanziario pari a 1,66 miliardi di euro.


Pur consapevole che i vincoli europei di finanza pubblica abbiano portano a limitare gli stanziamenti per nuove infrastrutture, Buzzetti evidenzia la necessità di accelerare l’effettivo avvio del Piano delle infrastrutture prioritarie , approvato dal Cipe il 26 giugno 2009 ( leggi tutto ). In particolare, l’avvio dei quattro programmi di opere medio-piccole previsti (opere medio-piccole di pronta cantierizzazione, interventi di edilizia scolastica e carceraria, interventi per l’emergenza Abruzzo), dotati complessivamente di 2,4 miliardi di euro, oltre a rispondere a esigenze specifiche, possono dare un contributo concreto al settore delle costruzioni per superare la crisi economico-finanziaria in corso.
 
Alle critiche di Buzzetti ha replicato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, il quale ha ricordato che il CIPE, il 30 luglio scorso, ha stanziato 800 milioni di euro per avviare piccole e medie opere nel Mezzogiorno del Paese ( leggi tutto ) e che il 30 agosto i Provveditori alle Opere Pubbliche hanno predisposto più di 300 interventi. Alla prossima seduta, che si terrà entro il corrente mese di ottobre, le proposte dei Provveditori saranno sottoposte all'esame del CIPE ed approvate. Non mi risulta – ha proseguito il Ministro – che, in altre circostanze, 60 giorni siano stati sufficienti per attivare infrastrutture per 800 milioni di euro. Se tale procedura si ritiene lenta o inefficiente, vuol dire che si preferisce fare solo critiche gratuite che rasentano la demagogia.
 
Paolo Buzzetti si è detto dispiaciuto “che il Ministro Matteoli abbia preso come personali alcune valutazioni critiche che i costruttori stanno facendo da mesi in un clima di proficua collaborazione e di reciproco rispetto”. L’Ance apprezza le iniziative che il governo sta mettendo in campo per sostenere la domanda di edilizia – ha precisato Buzzetti –, ma è preoccupata che i rallentamenti dovuti alle pastoie burocratiche e alle inefficienze del sistema nel suo complesso possano rendere meno efficaci gli effetti anticiclici dei provvedimenti presi.
 
Anche il Presidente dell’Aniem Confapi, Fabrizio Marchi esprime la forte preoccupazione del settore delle PMI edili per la situazione di crisi che rischia di essere ulteriormente esasperata dal blocco sostanziale dei programmi di opere medio piccole e dalla contrazione degli investimenti confermata dalla Legge Finanziaria.
 
“Dobbiamo purtroppo prendere atto – afferma Marchi che, nonostante le rassicurazione fornite nel corso degli Stati Generali delle Costruzioni, svoltisi a maggio scorso, e dei successivi incontri istituzionali, il nostro settore continua ad essere penalizzato da gravi ritardi attuativi che ne stanno compromettendo ogni possibilità di ripresa. Attendiamo l’avvio effettivo dei programmi approvati dal Cipe per un valore complessivo di 2,4 miliardi che interessano proprio quella tipologia di opere medio piccole che può dare risposte immediate ad una situazione di paralisi dell’attività che rischia di portare alla chiusura molte aziende e di ampliare il livello di disoccupazione nel settore”. “Prendiamo atto – conclude Marchi - del recente proposito espresso dal Presidente del Consiglio, Berlusconi che conferma la volontà di investire sulle infrastrutture, ma l’annuncio di una grande infrastruttura come il ponte sullo Stretto di Messina non può rassicurare un settore costituito per oltre il 90% da imprese medio-piccole.

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