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NORMATIVA

Piano Casa, Radicali e ambientalisti chiedono lo stop

di Paola Mammarella
Commenti 3725

Disposizioni pericolose, inique e poco attente al fabbisogno abitativo

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13/10/2009 – Stop al Piano Casa e rilancio di un’edilizia sostenibile. È il manifesto congiunto di Parlamentari radicali, Radicali italiani, Inu - Istituto nazionale di urbanistica, Legambiente, Fai e Wwf, adottato durante il convegno “Fermare il Piano Casa” tenutosi sabato scorso a Milano.
 
Le associazioni e gli enti coinvolti hanno chiesto alle forze politiche un confronto serrato sul governo del territorio, così come sulla messa in sicurezza del territorio e la rottamazione edilizia.
 
Efficienza energetica e sostenibilità : Il manifesto chiede infatti l’accantonamento del Piano Casa e una correzione di quanto stabilito dall’accordo Stato – Regioni del primo aprile scorso per dare spazio alla rottamazione edilizia e all’efficienza energetica. Avanzata infatti la proposta di subordinare gli incentivi al miglioramento di almeno due classi di efficienza energetica, al rispetto delle norme antisismiche e alla redazione del fascicolo di fabbricato.
 
Riqualificazione : Attenzione anche all’integrità delle aree agricole e alla riqualificazione urbanistica, ottenibile legando il prelievo degli introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione comunali al loro utilizzo per opere di risanamento e riqualificazione.
 
Paesaggio : Proposto il rafforzamento della capacità operativa dei soggetti preposti alla pianificazione paesaggistica e urbanistica, alla tutela del patrimonio culturale e naturale e al contrasto degli abusi edilizi, senza privilegiare misure di rilancio dell’edilizia considerate estemporanee e non ben coordinate.
 
Consumo del territorio : Bandito il consumo ingiustificato di suolo. È stata proposta infatti la revisione di Ici e Irpef per favorire il suo utilizzo parsimonioso, nonché la riqualificazione energetica degli edifici e la locazione residenziale degli immobili.
 
Dopo la tragedia di Messina e il sisma in Abruzzo gli ambientalisti pretendono infatti nuove politiche per l’utilizzo di una risorsa non riproducibile come il territorio. Necessaria quindi la rottamazione degli immobili privi di qualità architettonica, non rispondenti alla normativa antisismica e ubicati in aree non idonee. Indispensabili anche la messa in sicurezza del territorio e l’implementazione del monitoraggio.
 
La concezione del Piano Casa appare invece pericolosa, perché non dà priorità alla messa in sicurezza del patrimonio edilizio, insostenibile, perché promuove un modello di benessere legato alla quantità delle risorse consumate e non alla riqualificazione delle dotazioni esistenti, nonché inadeguata rispetto all’emergenza abitativa.
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