Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Superbonus, la nuova check-list per ottenere il visto di conformità
RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, la nuova check-list per ottenere il visto di conformità
URBANISTICA

Manutenzione del territorio contro il dissesto idrogeologico

di Rossella Calabrese

Indagine conoscitiva della Camera sulla tutela del territorio e la difesa del suolo

Vedi Aggiornamento del 18/02/2010
Commenti 4698
26/10/2009 - Rafforzare la pianificazione dell’assetto idrogeologico; promuovere un programma straordinario di manutenzione del territorio; predisporre linee guida per la realizzazione di opere a basso impatto. Sono alcune delle proposte formulate dalla Commissione Ambiente della Camera al termine dell’indagine conoscitiva sulle politiche per la tutela del territorio, la difesa del suolo e il contrasto agli incendi boschivi.
 
Nel corso delle audizioni sono stati interpellati numerosi soggetti a vario titolo competenti in materia. Il Sottosegretario all’Ambiente, Roberto Menia , ha evidenziato che il 9,8% del territorio nazionale è costituito da aree a criticità idrogeologica; il fabbisogno per la sistemazione delle situazioni di dissesto ammonta a 44 miliardi di euro . Il Capo della protezione civile, Guido Bertolaso , ha inoltre ricordato che, solo per le emergenze degli ultimi otto mesi, le Regioni hanno chiesto 4,6 miliardi di euro . Tutti i soggetti intervenuti nelle audizioni hanno sollecitato il ripristino degli stanziamenti della legge 183/1989 a favore dei piani triennali e hanno evidenziato l’esigenza di interventi concertati e condivisi.
 
Il disastro avvenuto a Messina poche settimane fa – ha ricordato la Commissione prima di formulare le proprie proposte – è l’ultimo di una lunga serie di disastri che hanno colpito il Paese negli ultimi anni. Purtroppo, il verificarsi di fenomeni eccezionali dovuti ad avversità atmosferiche non è prevedibile né costante nel tempo. I danni che ne derivano dipendono in larga parte dai cambiamenti climatici , non necessariamente collegati al riscaldamento del globo o all’aumento della CO2. D’altra parte – ha spiegato la Commissione – l’aumento dei disastri è senz’altro dovuto al non corretto uso del suolo, sia per la cattiva amministrazione del territorio sia per l’abbandono della terra; i casi di abusivismo edilizio sono i primi a provocare “disastri annunciati”. Riprendendo le parole del sottosegretario Bertolaso, la Commissione ha elencato le ulteriori cause del dissesto: la dissennata pianificazione urbanistica, la carenza o l’errato dimensionamento di opere di ingegneria, scriteriati comportamenti individuali, la generale fragilità del nostro Paese, l’inadeguatezza normativa.
 
Nel corso dell’indagine, la Commissione ha preso atto che l’attività antropica ha un ruolo determinante tra i fattori che concorrono a definire la pericolosità di una area; al fine di prevenire le cause del dissesto idrogeologico, occorre quindi, recuperare il supporto tecnico della pubblica amministrazione, a partire dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, nella fase della progettazione e realizzazione delle opere.
 
La Commissione ha quindi proposto di rafforzare la programmazione triennale , d’intesa con le regioni e le autorità di bacino e sulla base dei piani per l’assetto idrogeologico (PAI), a valere sulle risorse di cui alla legge 183/1989, dando priorità agli interventi di messa in sicurezza delle zone a rischio più elevato, e promuovere un programma straordinario di manutenzione del territorio da parte dei Comuni. Nell’ambito della progettazione di grandi infrastrutture e di piccole opere, soprattutto a carattere viario o di regimazione delle acque (dighe), la Commissione auspica la predisposizione di linee guida, da elaborare con il supporto del Consiglio superiore dei lavori pubblici, volte alla realizzazione di opere a basso impatto sul territorio. Inoltre, la Commissione suggerisce la prosecuzione del Piano straordinario di telerilevamento , previsto dalla legge 179/2002 .
 
La  Commissione invita a rivedere l’impianto normativo e organizzativo dei distretti idrografici , come modificati dal Dlgs 152/2006 (Codice dell’Ambiente), prevedendo un’articolazione degli organi della pianificazione di bacino che tenga conto della specifica realtà italiana, e a favorire la trasformazione delle aree dismesse , anche attraverso la leva fiscale o incentivi ad utilizzare aree da recuperare piuttosto che nuove aree.
 
Durante lo svolgimento dell’indagine sono, inoltre, emersi alcuni suggerimenti di carattere tecnico , di cui la Commissione invita a tenere conto: la delocalizzazione degli edifici in aree a rischio; il controllo dei corsi d’acqua a monte; il rispetto delle fasce di pertinenza fluviale; il rifacimento degli argini e la pulizia dei letti dei fiumi; una grande attenzione ai corsi d’acqua minori; un’attività di controllo, da parte delle forze dell’ordine, sulle illegalità che riguardano i corsi d’acqua che sono spesso sede di abusivismo edilizio, discariche illegali o estrazioni illegali di inerti.

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui