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LAVORI PUBBLICI

Qualificazione progettisti: i chiarimenti del Ministero

di Rossella Calabrese

In attesa del Regolamento attuativo del Codice degli appalti, per tutto il 2010 valgono i migliori tre anni dell’ultimo quinquennio

Vedi Aggiornamento del 17/12/2009
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27/11/2009 - Con la Circolare n. 4649 del 12 novembre 2009 , il Ministero delle infrastrutture fornisce chiarimenti sulla norma che consente, fino al 31 dicembre 2010, di documentare i requisiti per accedere alle gare di servizi di ingegneria e architettura, utilizzando i migliori tre anni del quinquennio e i migliori cinque anni del decennio precedente la pubblicazione del bando.
 
La disposizione è contenuta nell’articolo 253, comma 15-bis, del Codice dei contratti pubblici ( Dlgs 163/2006 ), introdotto dall’art. 2, comma 1, del Dlgs 152/2008 (terzo correttivo), e consente ai progettisti che intendano partecipare alle procedure di affidamento di incarichi di progettazione, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, direzione dei lavori, coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione e collaudo, di documentare i requisiti di capacità tecnico-professionale ed economico-finanziaria previsti su base triennale, utilizzando i tre migliori anni del quinquennio precedente la pubblicazione del bando ed il possesso dei requisiti previsti su base quinquennale, utilizzando i cinque migliori anni del decennio precedente la pubblicazione del bando; questo regime transitorio è in vigore fino al 31 dicembre 2010.
 
La disciplina di dettaglio è però rinviata al Regolamento attuativo del Codice degli appalti; per cui, fino all’entrata in vigore del Regolamento, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al Dpr 554/1999 e, in particolare, l’art. 66, che è quello su cui viene ad incidere il comma 15-bis dell’art. 253 del Codice dei contratti.
 
Di conseguenza – spiega il Ministero –, ai fini della predisposizione dei bandi e della valutazione dei requisiti richiesti per l’affidamento dei servizi di architettura e di ingegneria, l’art. 253, comma 15-bis del Codice incide, quanto all’arco temporale di riferimento, soltanto sui requisiti di cui alle lettere a) e d) dell’art. 66, comma 1, del Dpr 554/1999, per i quali la dimostrazione del possesso è richiesta rispettivamente su base quinquennale e su base triennale.
 
Più specificatamente:
- con riferimento alla lettera a) - che si riferisce al fatturato globale per servizi di ingegneria, espletati negli ultimi cinque esercizi antecedenti la pubblicazione del bando, per un importo variabile tra tre e sei volte l’importo a base d’asta – occorre richiedere e valutare “i migliori cinque anni del decennio precedente”: in tal senso si consente di individuare su base decennale il requisito quinquennale previsto dalla normativa regolamentare;
- con riferimento alla lettera d) - che si riferisce al numero medio annuo del personale tecnico utilizzato negli ultimi tre anni in una misura variabile tra due e tre volte le unità stimate nel bando per lo svolgimento  dell'incarico – occorre richiedere e valutare “i migliori tre anni del quinquennio precedente”: in tal senso si consente di individuare su base quinquennale il requisito triennale previsto dalla normativa regolamentare.
 
Relativamente alle lettere b) e c) del comma 1, dell’art. 66 del Dpr 554/1999 - concernenti la capacità tecnica per servizi analoghi e per servizi “di punta” – l’art. 253, comma 15-bis incide esclusivamente sull’attività espletata da considerare ai fini della stima dell’importo, che non può essere limitata ai soli “lavori da progettare” ma si riferisce anche ad altri servizi di architettura e di ingegneria, a seconda del tipo di incarico da affidare (coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, direzione dei lavori, coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione e collaudo).
 
Infine, l’art. 253, comma 15-bis non incide, quanto all’arco temporale di riferimento, sulle lettere b) e c) dell’art. 66 del Dpr 554/1999, in quanto la riduzione del periodo decennale stabilito da tali lettere ridurrebbe la possibilità di partecipare alle gare, in contrasto con lo scopo della norma, che è volta ad agevolare, per un periodo transitorio, la dimostrazione dei requisiti minimi di carattere tecnico-organizzativi ed economico-finanziari richiesti per la partecipazione alle gare.

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