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Piano Casa, in Puglia presentate proposte di cambiamento

Piano Casa, in Puglia presentate proposte di cambiamento

Riduzione dei contributi di costruzione e interventi nelle aree sotto tutela per migliorare l’impatto della legge

Vedi Aggiornamento del 13/01/2011
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 13/01/2011
12/11/2009 - Piano Casa pugliese nel mirino delle associazioni del settore edilizio. Proposta la modifica della legge regionale per il rilancio delle costruzioni attraverso gli ampliamenti volumetrici, considerata onerosa e troppo ricca di vincoli.
 
Esclusione del non residenziale : Criticata in particolare la rettifica alla L.R. 14/2009 , che esclude dagli ampliamenti volumetrici gli edifici non residenziali, riservando loro la sola possibilità di accedere alla sostituzione edilizia.
 
Nel tessuto urbano dei comuni pugliesi, infatti, nelle stesse aree coesistono abitazioni, esercizi di vicinato, laboratori artigianali ed uffici. In una simile realtà la limitazione degli interventi ai soli edifici residenziali contraddice l’obiettivo di migliorare il patrimonio edilizio esistente, costituendo allo stesso tempo un freno al contrasto della crisi economica.
 
Destinazione d’uso : Per soddisfare il fabbisogno abitativo dopo gli interventi sugli edifici a destinazione mista, la percentuale di uso residenziale non potrebbe essere inferiore a quella preesistente. In linea generale, invece, gli interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione seguono la destinazione d’uso dell’edificio principale.
 
Distanze e altezze : Più difficile prevedere deroghe ai limiti delle altezze massime e distanze minime, visto che oltre alle difficoltà di tipo ambientale si andrebbero a intaccare anche i diritti dei terzi.

La riduzione dell’onerosità dovrebbe passare attraverso la possibilità, riservata ai Comuni, di abbassare il contributo di costruzione fino a un massimo del 50% attraverso delibera del Consiglio Comunale da adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. C’è tempo quindi fino al 24 novembre dal momento che, la pubblicazione della rettifica ha fatto slittare il tempo a disposizione degli enti locali per porre dei limiti all’applicazione della legge. I costi per la fruizione delle misure a tempo potrebbero essere ridotti anche eliminando l’obbligo di cessione delle aree a standard o della loro monetizzazione almeno sugli interventi di ampliamento. 

Aree sotto tutela : Proposta anche la possibilità, riservata ai Comuni, di individuare gli immobili in contrasto con le caratteristiche paesaggistiche nelle aree vincolate. Diventerebbe quindi possibile effettuare interventi di riqualificazione nelle zone sotto tutela. Ogni Amministrazione, con apposito regolamento approvato dal Consiglio entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, potrebbe determinare le condizioni di compatibilità paesaggistica, con specifico riferimento a parti strutturali, finiture, materiali e tipi architettonici. 

Parcheggi : La legge regionale è stata impugnata dal Governo a causa dell’ipotesi di trascrizione nei registri immobiliari degli spazi per i parcheggi pertinenziali, procedura non prevista dalla legislazione statale di riferimento. L’articolo 5, infatti, condiziona il rilascio del titolo abilitativo al reperimento di un’area da un metro quadro da destinare a parcheggio per ogni ampliamento volumetrico da 10 metri cubi.

La disposizione lascia scontente anche le associazioni dei costruttori, favorevoli alla monetizzazione nel caso in cui sia impossibile reperire le aree. Diversamente, gli interventi diventerebbero irrealizzabili. 
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