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MERCATI

Arredamento: il 2009 si chiude con un calo del fatturato del 20%

FederlegnoArredo propone incentivi alla rottamazione del mobile estesi al sistema alberghiero

Vedi Aggiornamento del 23/03/2010
21/12/2009 - “C’è bisogno di un intervento urgente del Governo per evitare di perdere oltre 100.000 posti di lavoro e garantire continuità alle nostre piccole e medie imprese che rappresentano l’ossatura del sistema economico italiano. A partire dalla rottamazione, subito nel settore del mobile come è stato per le automobili. Dare sostegni diretti alle imprese con premi fiscali. Rilanciare i consumi e far crescere il potere di acquisto delle famiglie. Estendere la rottamazione anche al sistema alberghiero italiano che è parzialmente inadeguato e comunque migliorabile. Questo riavvierebbe l’edilizia, rilancerebbe l’attività produttiva, attiverebbe il sistema delle infrastrutture e andrebbe a diminuire l’incidenza della cassa integrazione aumentando anche il rilancio del turismo.

Sono queste le misure urgenti chieste dal presidente di FederlegnoArredo, Rosario Messina, che commenta anche i temi della congiuntura che emergono dai dati preconsuntivi 2009, presentati il 15 dicembre scorso dal Centro Studi Cosmit/FederlegnoArredo.

“Abbiamo pagato un conto salatissimo per gli eccessi della finanza internazionale, abbiamo in gran parte sostenuto da soli il peso della crisi e l’esito è il peggiore che si potesse immaginare: un settore che perde il 20% del valore della produzione, mentre la finanza mondiale è in parte tornata ai comportamenti pre-crisi.” Sottolinea il presidente Rosario Messina. I dati parlano chiaro: se nel 2008 si erano appena sentiti i morsi della crisi, soprattutto a fronte di un ultimo trimestre dell’anno particolarmente difficile, nel 2009 il primo semestre dell’anno è stato negativo, ben al di sopra anche delle più pessimistiche aspettative.

La contrazione del fatturato del 2008, che per l’intera filiera legno-arredamento si era attestata al 5,6% del fatturato totale, sospinta soprattutto dal calo dei consumi interni (-7,8%) e da un moderato arretramento delle esportazioni (-2%), appare oggi come un timido accenno di quello che sarebbe stato il clima congiunturale del settore solo pochi mesi più tardi. Secondo gli ultimi dati preconsuntivi elaborati, il 2009 dovrebbe chiudersi, per il settore italiano del legno-arredamento, con un calo del fatturato totale del 20%, condizionato in modo decisivo dal crollo delle esportazioni (-23,5% in valore) che sono state la componente più negativa delle vendite del settore. Le indagini congiunturali ci descrivono un profilo temporale anch’esso imprevisto: dopo un primo trimestre caratterizzato da una gelata degli ordini di proporzioni inattese, il secondo trimestre 2009 è stato, per il settore, addirittura peggiore del primo. Nel terzo trimestre il trend negativo è proseguito, anche se un gruppo di imprese ha cominciato a rivedere la ripartenza degli ordini, non sufficiente ad invertire il segno congiunturale ma sufficiente a modificare le attese per il quarto trimestre.

“La nostra filiera ha sofferto in modo particolare la crisi mondiale, come tutti i settori di beni intermedi, di beni di investimento e di beni di consumo durevole, per effetto di due fattori: da un lato, la mancanza di fiducia e le aspettative pessimistiche hanno frenato gli acquisti per investimenti o consumo di beni durevoli e, dall’altro, la stretta del credito ha impedito il realizzarsi anche di quegli investimenti che erano già decisi e che stavano per partire – illustra il presidente Rosario Messina. L’effetto congiunto di questi due fattori ha penalizzato la nostra industria soprattutto in alcuni settori: penso in particolare ai prodotti in legno per l’edilizia, che hanno risentito del crollo del settore edile in tutta Europa, e ai mobili per ufficio, che sono legati agli investimenti delle imprese.”

“In uno scenario simile - commenta ancora Rosario Messina - ci attendevamo un supporto più efficace e, invece, ci siamo sentiti soli ad affrontare la bufera. È comprensibile che i primi interventi fossero sul settore finanziario, ma non è spiegabile, a più di dodici mesi dallo scoppio più virulento della crisi, come mai buona parte delle risorse siano allocate a sostenere le istituzioni finanziarie e poco o nulla sia stato fatto sull’economia reale. Le risorse allocate per i Tremonti Bond poi in realtà non utilizzate dalle banche, il sostegno al credito alle piccole e medie imprese quasi sempre sterilizzato da un atteggiamento eccessivamente prudenziale di molti istituti di credito, sono indubbiamente i segnali di strategie che hanno privilegiato il settore finanziario il quale, tuttavia, non ha svolto quel ruolo di stimolo che ci si attendeva per l’economia reale.”

Leggi la versione integrale del comunicato


Fonte: FederlegnoArredo
© Riproduzione riservata

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