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Piano carceri: via libera dal Consiglio dei Ministri

di Rossella Calabrese

Il Ministro della Giustizia Alfano annuncia 21mila nuovi posti negli istituti di pena

Vedi Aggiornamento del 29/12/2010
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13/01/2010 – Il Consiglio dei Ministri di oggi ha approvato il Piano Carceri e la la dichiarazione dello stato di emergenza per i penitenziari, su proposta del Ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

Il piano carceri è composto da 4 pilastri:
- lo stato di emergenza, che durerà fino al 31 dicembre 2010;
- un piano di edilizia carceraria, per aggiungere 21mila nuovi posti negli istituti di pena;
- norme di accompagnamento;
- 2mila agenti di polizia penitenziaria in più.

"In passato si sono fatti condoni e amnistie - ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi -, noi vogliamo creare una situazione che duri nel tempo". Sarà utilizzato - ha specificato Berlusconi - il "modello dell'Aquila, ovvero 3 turni di lavoro, sistema che consente di realizzare in 20 giorni quello che di solito richiede 2 mesi".

"Con 600 milioni di euro costruiremo i 47 nuovi padiglioni, 500 milioni arrivano dalla legge Finanziaria, mentre altri 100 milioni arrivano dal bilancio del ministero della Giustizia", ha spiegato Alfano in una conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri.
 
Ricordiamo infatti che la Legge Finanziaria 2010 ha stanziato 500 milioni di euro per l'edilizia carceraria (leggi tutto). Inoltre, con la delibera del 31 luglio 2009, il Cipe ha assegnato 200 milioni di euro all'edilizia carceraria (leggi tutto). Il commissario straordinario potrà individuare le carceri esistenti di particolare valore (per ubicazione o qualità architettoniche) e cederne la proprietà in cambio della realizzazione delle nuove strutture.

Nel programma di massima presentato all'inizio del 2009, il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria e commissario straordinario per l'edilizia carceraria, Franco Ionta, aveva proposto la costruzione di nuovi immobili a basso impatto ambientale, la realizzazione di nuovi padiglioni all'interno di strutture esistenti e la ristrutturazione di sezioni inutilizzate (leggi tutto).

Successivamente è stata avanzata la proposta di realizzare sei o sette strutture “leggere” da 400-500 posti, destinate ad ospitare gli arrestati e i detenuti con pene di lieve entità. Le carceri “leggere” sorgeranno nelle grandi aree metropolitane, in cui è maggiore il flusso di detenuti in entrata e in uscita. 

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